SCIENZA E VITA

Scienza e Vita

Il ruminante ad aprire orizzonti molto più ricchi

Liberi appunti di riflessioni e citazioni tratti da “Buddismo e Società 144” gennaio-febbraio 2011

Per un cambiamento nello scenario della nostra vita personale e in quella collettiva, mi pare utile fare chiarezza della realtà attuale per poi meglio determinare gli obiettivi.

A fare chiarezza della realtà presente, sovente aiuta il ripescare appunti scritti nel passato, non ancora ben metabolizzati.

Agire come un ruminante per apprendere, rimuginando, che molte indicazioni erano già precise.

«… non incominci mai con la teoria, ma con la conclusione: “Come è il futuro che vorresti?”» ripesco dagli appunti su un lavoro di Galtung(*), pubblicato in “Buddismo e Società – 2011”

    Studioso conoscitore anche lui di dinamiche reali che conducono alla guerra, credo che il suo pensiero guida sia: “Scegliere la Pace”.

    Sul pensiero di pace, le sue analisi sono graffianti:

    «Occidente - Kant in “Saggio per la pace perpetua” dice che lo stato di pace fra gli esseri umani che vivono a fianco non è lo stato naturale, il quale è piuttosto uno stato di guerra. E se anche non ci sono ostilità reali ce n’è sicuramente la minaccia.

    La pace non è lo stato naturale, anche se ciò non produce la naturalità del conflitto, ma la necessità della pace, facendo della pace una condizione che deve essere istituita, perché ci possa essere socialità.

   Oriente - I cinesi al contrario di Kant dicono che la pace si ottiene attraverso una “cooperazione con beneficio mutuo e uguale”

    L’occidente, con il capitalismo, ha scoperto molto bene il mutuo beneficio, ma non eguale.

    Nella letteratura economica di parole come equità e uguaglianza non ce n’è quasi per niente».

…………………

Galtung, nel lavoro dal quale traggo gli appunti, siamo nei primi anni 2.000, osservava:

    «Assistiamo al crollo dell’impero degli Stati Uniti … dopo la seconda guerra mondiale gli americani hanno ucciso tra 16 e 19 milioni di persone, hanno fatto almeno 244 interventi militari e diverse politiche per mantenere la stabilità del proprio modo di pensare. Ma questa brutalità atroce, conosciuta nel mondo, porta prima o poi a un’opposizione da parte degli altri, che può assumere forma militare o economica e può portare a dire: facciamo meglio noi.»

e specificava che il diritto di veto, un “diritto del signore”, non ha niente a che fare con la democrazia.

    Nelle sue osservazioni individuava nel mondo tre macro-regioni indicandole allora come:

«tre regioni di stati nascenti

    1.La regione degli Stati Uniti dell’America Latina e dei Caraibi (= 35 paesi)

Non cercano il dominio sugli USA, bensì l’uguaglianza, una “cooperazione con beneficio mutuo e uguale”

(che non è mai stata nelle intenzioni di Washington)

    2. Lo Stato nascente della regione Islamica (= 57 paesi dal Marocco alle Filippine), 1560 milioni di musulmani da occidente a oriente, 1200 milioni di indù dal nord del Nepal al nord dello Sri Lanka (quasi nessuno pensa a questo)

    3. La regione dell’Asia Orientale

(SCO = Shangai Cooperation Organization) = 6 soci: Cina, Russia e 4 paesi dell’Asia Centrale (più osservatori e un gruppo di Paesi in dialogo con loro: Pakistan, Iran, Mongolia, Sri Lanka) in un’alleanza economico sociale con un fondamento militare (nella stampa occidentale nessun commento a riguardo).»

…………………

Sempre Galtung, condensava, in una riflessione ad ampio raggio, metodologie per il raggiungimento della Pace in una visione che nominava:

    «territorio che si chiama pace,. che si divide in: passato, presente e futuro.

     1. Passato

    Il problema sono le esperienze traumatiche di Paesi, gruppi e persone. Il metodo si chiama conciliazione

(nell’esperienza traumatica si trova la gran causa delle guerre e della violenza).

Traumatizzare la popolazione è nell’interesse di uno Stato che cerca il dominio, ed è una cosa relativamente facile da ottenere.

     2. Presente

    Il problema è il conflitto e il metodo è la mediazione. Il modo di pensare anglo-americano quasi non fa distinzione tra conflitto e violenza. Equiparare le due parole è un crimine intellettuale.

    Il problema non è solo risolvere il conflitto, ma eliminare la violenza (ci vuole forza, sempre più forza).

    Il conflitto è un’incompatibilità di obiettivi …, per la risoluzione non violenta dei conflitti, trovare la soluzione è una straordinaria sfida intellettuale.

    3. Futuro

    L’obiettivo è sviluppare con creatività nuovi legami con beneficio mutuo e uguale. Qui fa il suo ingresso il ricercatore di pace e la sua carta d’entrata sono idee concrete, costruttive e creative.

    … non incominci mai con la teoria, ma con la conclusione: “Come è il futuro che vorresti?”.

Inoltre, il mediatore non deve essere solo chi parla e organizza, ma anche un modello.

…nei negoziati in Medioriente, gli Stati Uniti non possono essere mediatori, perché hanno lo stesso passato di Israele: invasione e occupazione di un Paese di altri, eliminazione di questi altri, loro esportazione e sistemazione in riserve (vedi gli indiani pellerossa). Siamo in presenza di una catastrofe pre-programmata.

…………………

Quindi Galtung iniziava a delineare:

    «Orizzonti più ricchi

… abbiamo la carta d’entrata del ricercatore di pace: idee concrete e costruttive in forma condizionale:   “Come è il futuro dove vorresti vivere?”

     Alcuni si interessano di guardare le cose da questa prospettiva, molti altri si interessano solo di preservare il dominio, utilizzando mezzi militari. Ma per fare un mondo migliore occorre sviluppare forze che vadano in senso contrario, tenendo conto che in questa sfera operano forze più profonde: la cultura profonda e la struttura profonda. L’idea di uguaglianza, di equità è un’idea strutturale e contemporaneamente un’idea culturale.

    “Credo che Kant, un uomo con un cervello magnifico che ha detto cose molto importanti per la cultura occidentale, abbia fatto uno sbaglio: non ha potuto criticare e capire la cultura profonda occidentale, essendone lui stesso parte; non avendo potuto dialogare con il Taoismo, il Buddismo, con tipi di logica diversi, non ha potuto vedere come si possono aprire orizzonti molto più ricchi.”

…………………

Con ritmo sempre più stringente Johan Galtung espone le sue considerazioni su:

    Teorie errate della pace

    Molti in Occidente affermano che gli Stati democratici sono tendenzialmente pacifici e che pace e democrazia possono rinforzarsi l’una con l’altra. Io non sono d’accordo.

    Vi sono molte teorie della pace che fanno lo stesso errore:

- Freud, per cui la convivenza di inconscio e super ego è fonte di relazione pacifica.

- Marx, per cui una volta fatto il salto dal capitalismo al socialismo abbiamo un Paese pacifico.

- “democratic peace”, per cui basta essere in presenza di democrazie, per avere una garanzia di pace.

    Tutte queste teorie hanno uno sbaglio in comune, che è uno sbaglio di tipo logico: la relazione è appunto una relazione e non la caratteristica di un attore.

Esempio: la cosa importante non è che gli USA siano o no una democrazia, ma è la relazione che hanno con l’Iran o l’Afganistan.

    È la qualità relazionale della pace che è importante.

    Io non sono convinto che per questa conti essere una democrazia, ma avere un talento per il dialogo, si.

Capire l’altra parte, identificare i suoi scopi legittimi e anche criticare i propri e fare un “salto” per costruire qualcosa. Ma questo si discosta da ciò su cui si basano le democrazie, cioè avere molti partiti e libere elezioni. È una cosa totalmente diversa.»

…………………

    Ed infine suggerisce che, per un cambiamento nello scenario della nostra vita personale e in quella collettiva, necessita avere una:

    Nuova buona idea.

    Per me l’essenza della democrazia è: dare voce uguale. Nessuno ha il monopolio della verità e siamo tutti nella zona grigia di avere idee buone e idee meno buone.

    Il dialogo ha il fine di far uscire idee buone a un livello più alto e la capacità di costruire una cosa nuova.

    Questo non lo trovo in molti Paesi che si dicono democratici, mentre lo trovo in altri che non sono democratici, nel senso di avere elezioni multipartitiche.

    La domanda più idiota che si fa un giornalista, dopo che i candidati si sono presentati in TV per la campagna elettorale, è: chi ha vinto?

     Piuttosto che vedere il tutto come un incontro di pugilato verbale, dovrebbe chiedersi: chi ha avuto una nuova buona idea?»

° ° ° ° °

(*) Johan Vincent Galtung è un sociologo norvegese e il principale fondatore della disciplina degli studi sulla pace e sui conflitti. È stato il principale fondatore del Peace Research Institute di Oslo nel 1959 e ne è stato il primo direttore fino al 1970. Ha anche fondato il Journal of Peace Research nel 1964.

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