CENTRO STUDI INVICTUS

Il Centro Studi Invictus è un’Associazione culturale - areligiosa, apolitica, apartitica e senza fini di lucro - che ha lo scopo di promuovere un nuovo Umanesimo per il XXI secolo, per costruire un tempo e una società sostenibile per le attuali e future generazioni, ponendo al centro il valore e la dignità di ogni singolo essere vivente.

L’Associazione prende il nome e trae ispirazione profonda dalla poesia INVICTUS (dal latino “mai vinto”, essere indomiti) di William Ernest Henley, diventata celebre perché Nelson Mandela, durante gli anni di prigionia, vi trovò il coraggio e la forza d’animo per non soccombere e uscirne vincitore. “Io sono il padrone del mio destino: io sono il capitano della mia anima”, sono le parole della poesia che accompagnarono, giorno dopo giorno, Mandela nei lunghi 27 anni di prigionia. Un inno alla vita e alle capacità dello spirito umano di vincere su ogni avversità.

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Essere indomiti per ridare forza e speranza alle persone, risvegliandone le coscienze e il potenziale umano; per formare leader che si assumano la responsabilità di contribuire al cambiamento di paradigmi che hanno portato a un mondo caratterizzato da conflitti, sofferenze e miseria; per ripensare il rapporto con la natura; per creare una nuova prospettiva per le future generazioni. Un Uomo dunque artefice del proprio destino, della storia e della società in cui vive.

A tale scopo l’Associazione Centro Studi Invictus realizza una serie di attività tra le quali: promuovere e organizzare incontri, convegni, seminari; informare e divulgare contenuti; elaborare progetti di ricerca, educazione e formazione anche con organizzazioni affini; iniziative editoriali; reperire materiali di qualsivoglia natura (pubblicazioni, registrazioni, filmati, fotografie, ecc.), utili alla documentazione inerente ai suoi fini.

Possono diventare soci le persone fisiche e giuridiche che condividono gli scopi dell’Associazione, portando un loro contributo di esperienze o studi.

Dalla notte che mi avvolge nera come la fossa dell'Inferno rendo grazie a qualunque Dio ci sia per la mia anima invincibile.

La morsa feroce degli eventi non m'ha tratto smorfia o grido. Sferzata a sangue dalla sorte non s'è piegata la mia testa.

Di là da questo luogo d'ira e di lacrime si staglia solo l'orrore della fine, ma in faccia agli anni che minacciano sono e sarò sempre imperturbato.

Non importa quanto angusta sia la porta, quanto impietosa la sentenza. Sono il padrone del mio destino; il capitano della mia anima.

William Ernest Henley (1849-1903)

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