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Editoriali & Newsletter

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Editoriale n°2 - 25 luglio 2025

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di Giovanni Littera

Presidente del Centro Studi Invictus

 

Carissimi soci del Centro Studi Invictus,

Eccoci al nostro secondo editoriale. Solo pochi anni fa, sembrava impossibile che qualcuno decidesse di dare un nuovo slancio ai valori del Sutra del Loto oggi, ma noi lo abbiamo fatto. Abbiamo fatto di ogni difficoltà un inestimabile tesoro di riflessione. Ora da questo nostro “Monte Minobu“ ci prepariamo alla “grande battaglia“ per la diffusione del buddismo, anche per le epoche future.

Al momento sono in atto più di 56 conflitti armati. In un mondo governato dai tre veleni, quali avidità, collera e stupidità, è facile scoraggiarsi e far prevalere il senso di impotenza.

Ma è proprio questo il momento di sperimentare il potere della preghiera nella nostra vita, che è sempre, nel fondamento, una vita di relazione. Cosa possiamo fare di concreto? Trovarsi insieme, ad esempio, sembra una cosa da poco, ma in realtà ogni volta è una scintilla che ci porta a praticare con più convinzione e ci fa ricominciare a sperare. Sono piccoli impegni, ma sono anche occasioni che ci tengono insieme. Pensiamo ai nostri Congressi, all’energia e alla forza che respiriamo in quei giorni, ma vorrei sottolineare l’importanza, nel tempo, degli incontri settimanali come i momenti di pratica insieme, quelli di studio, le Riflessioni a Margine e tutte le occasioni di confronto organizzate e promosse dalle varie zone del paese.

Appuntamenti preziosi per uno scambio proficuo e necessario, che ogni volta ci permettono di aumentare la nostra consapevolezza e di stare “sempre sul pezzo“ nel nostro percorso condiviso di crescita spirituale. Nella lezione di studio del mese di luglio, ci si chiede: perché Nichiren si è ritirato spontaneamente sul monte Minobu? Una delle risposte è che lo ha fatto per prepararsi a un’ondata di propagazione. Non poteva perdere energie rispondendo ai continui attacchi sia dei potenti e sia della gente che sottostava al potere costituito del suo tempo.

Anche noi, come Nichiren, abbiamo dei potenti nemici che ci attaccano, ma sono i nostri nemici interni. Le paure, l’insicurezza, l’orgoglio, i pensieri negativi verso noi stessi e verso gli altri, i nostri limiti interiori. Contro questi nemici si combatte la vera battaglia che ognuno di noi deve affrontare, ed è la più difficile. É proprio lì che noi abbiamo il potere di agire e non siamo soli, abbiamo incontrato e scelto la stessa via di Nichiren. La via del risveglio spirituale, umano e sociale.

Il risveglio spirituale nasce dall’andare all’interno di se stessi, con coraggio e sincerità, analizzare i propri sentimenti e stati d’animo e non esserne più condizionati, ma guardarli per quello che sono. Grazie al potere della preghiera di Nam Myoho Renge Kyo possiamo illuminare questi stati di vita più bassi e trasformare condizioni e aspetti in origine negativi in un potente motore di sviluppo interiore e di crescita personale.

Nel trattato “Assicurare la pace al paese attraverso l’adozione del corretto insegnamento“, nella sua Stanza delle Orchidee, Nichiren accoglie l’ospite che è arrabbiato e pieno di dubbi, e gli dice: “Finora ero solo a lamentarmi, ora sono felice che tu sei qua, cosi adesso possiamo lamentarci insieme“.

Noi, nella nostra Stanza delle Orchidee, cerchiamo e ci sforziamo ogni giorno di seguire il comportamento di Nichiren, e sono sicuro che ripetendo queste buone abitudini, da esseri umani, con una forte preghiera, costanza e dedizione, col tempo e in modo naturale, questo diventerà il nostro stile di vita e, come Nichiren, potremo mirare ad avere una “condotta superiore“.

Spesso si dice che siamo arrivati a un punto di svolta, ma i punti di svolta ci sono sempre, bisogna vedere se li riconosciamo e se vogliamo davvero svoltare. Restare aggrappati a quello che è stato, come dice Nichiren nello studio del prossimo mese di agosto, “sarebbe inutile come usare il calendario dell’anno scorso“.

Nel volume 3 delle “Lezioni sugli scritti di Nichiren“, sono riportate le parole di Shakyamuni che afferma: il cambiamento non è mai doloroso, è solo la resistenza ad esso a provocare sofferenza.