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Editoriali & Newsletter

Editoriale sulle idee, visione e immaginazione del Centro Studi Invictus

Editoriale n° 4 - Il vero segno dell’intelligenza non è la conoscenza ma l’immaginazione.

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di Giovanni Littera

Presidente del Centro Studi Invictus

 

Carissimi soci del Centro Studi Invictus,

Il grande scrittore Alexandre Dumas, nel celebre libro: Il conte di Montecristo scrive: “A tutti i mali ci sono due rimedi: il tempo e il silenzio. A volte non serve reagire, serve restare.“.

La nostra ferma intenzione di realizzare un giornale che ci rappresentasse tutti,

l’abbiamo serbata nel cuore, come lo spirito di uno scultore che intravede in

un grezzo blocco di marmo il capolavoro che emergerà.
Sembrava che stessimo aspettando, invece abbiamo creato il tempo.

Il tempo è ora!


In questi anni abbiamo creato tra di noi relazioni umane straordinarie. Insieme abbiamo studiato, riflettuto e analizzato. Abbiamo concretizzato la nostra identità. Noi siamo La Stanza delle Orchidee e, come nella stanza di cui parla Nichiren, abbiamo accolto tutti; ci siamo lamentati insieme, ci siamo ritrovati e rafforzati e, facendo della Legge mistica la nostra maestra, abbiamo immaginato il nostro futuro.


Anche coloro che hanno condiviso con noi solo una parte del cammino, scegliendo poi altre strade, hanno offerto un contributo prezioso che ci ha aiutato a raggiungere i nostri traguardi.


Il vero segno dell’intelligenza è l’immaginazione. Immaginare è dare forma al nostro futuro. La conoscenza rivela intelligenza solo quando è in grado di avere intuizione. Nessuna grande scoperta sarebbe stata possibile senza una

visione.
Avere un sogno è bello, ma avere una visione significa intravedere il potenziale per realizzare un grande progetto e chiedersi a cosa si è disposti a rinunciare affinché ciò che si è intravisto come possibilità diventi realtà.

Come diceva Giordano Bruno: “Vinca dunque la perseveranza, perché, se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre.Tutte le cose preziose son poste nel difficile.”


Pensiamo ad Antonio Meucci (Firenze, 1808 – New York, 1889), l’inventore italiano che ideò un dispositivo per la comunicazione vocale a distanza, riconosciuto da molte fonti come il primo telefono. Un esempio di immaginazione che ha contribuito a cambiare il mondo.


Noi, attraverso le nostre preghiere, sperimentiamo direttamente il grande valore di questa “stanza” in modo autonomo, dando a ciascuno la possibilità di esprimere il proprio talento. Ad ogni incontro sono cresciute sempre di più la qualità e la profondità di ciascun partecipante. Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare, non in ciò che è in grado di prendere.

Il realismo de La Stanza delle Orchidee è sostenuto dalla fede. Perciò, l’uomo che prega ha le mani sul timone della storia!


Ora, il nostro sogno di avere un giornale si concretizza in questo primo numero speciale. Con Invictus, abbiamo la bussola per una “rotta” comune e sicura.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E noi stiamo navigando verso nuovi e grandi orizzonti!