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Dott.ssa Francesca Viacava
Psicologa e piscoterapeuta
Socio fondatore del Centro Studi Invictus
La preghiera nel buddismo rappresenta l’inizio di ogni cosa. Per il buddismo del Sutra del Loto trasmesso da Nichiren, praticato e diffuso da la Stanza delle Orchidee, è fondamentale recitare i caratteri di Nam Myo Ho Renge kyo (il titolo del Sutra del Loto) accompagnato dalla recitazione mattina e sera dei capitoli ”Espedienti” e “Durata della vita” (la parte in versi) che termina con delle preghiere di gratitudine al lignaggio buddista che parte da Shakyamuni fino a tutte le persone che diffondono i suoi principi, all’illuminazione e la felicità dei propri cari e di tutti gli esseri viventi.
Si prega davanti ad un Mandala-Honzon, copia di uno di quelli scritti da Nichiren stesso, che ha la funzione di rendere più facile l’osservazione della mente. Recitare queste preghiere con regolarità e con intenzione è il punto di partenza, il modo per incontrare la nostra essenza divina. Non è una semplice pratica rituale e ripetitiva, ma un veicolo per contattare la saggezza universale. É un atto di amore e di speranza, che ci permette di percepire, scoprire e abitare il nostro potenziale per poter vivere con più saggezza e compassione. Non è nemmeno una supplica, poiché nel buddismo non esiste una divinità fuori di noi, la parte divina è insita nella vita di ognuno, bisogna solo permetterle di manifestarsi.
Darsi la possibilità di liberarsi dai veleni emotivi e purificarsi interiormente è una grande occasione per vivere in armonia con sé stessi e gli altri e realizzare lo scopo della propria esistenza.
Non è facile trasmettere solo a parole come sia importante per molti individui trovare questa dimensione, come sia speciale aprirsi all’ignoto interiore, conoscersi e scoprirsi connessi con la vita dell’universo. Bisogna sperimentarlo, provare ad ascoltarsi, cercare di scoprire cosa accade in noi quando preghiamo. Per poterne sperimentare gli effetti occorre rimanere concentrati, essere sinceri, cercare di superare i propri dubbi, timori o riserve mantenendo il cuore aperto e rispettoso verso la vita e le sue sfide. La preghiera, così vissuta, diventa un mezzo trasformativo che produce consapevolezza, rafforza lo spirito, pacifica i pensieri e permette di trovare coraggio.
È l’inizio di ogni cosa poiché la preghiera senza azioni coerenti con essa è un esercizio sterile, una “dolorosa austerità”. Diventa inscindibile la trasformazione dei principi su cui si basa la nostra vita, dal cambiamento del nostro comportamento, dalle parole che diciamo e pensieri che formuliamo molto spesso discordanti o disfunzionali. Vi è dunque una necessità di coerenza interna ed esterna per poter sviluppare la propria spiritualità e renderla concreta nella vita. Chi decide di provare il potere della preghiera e di metterla in pratica, secondo il buddismo del Sutra del Loto, infatti, sa quanto sia fonte di arricchimento valoriale. A partire da queste considerazioni, dunque, è facile capire come in quest’epoca così tormentata sia molto complesso accettare questa opportunità, che potrebbe essere anche una sfida. Ciò che è ignoto spaventa e bisogna essere proprio avventurosi per scoprire di che si tratta.
Siamo circondati da centinaia di informazioni anche sulla spiritualità; di preghiere e mantra ne esistono moltissime varietà: come sceglierne una tra tante? funzionano tutte? Perché pregare quando potremmo berci un aperitivo per distenderci? Non penso sia facile trovare una risposta univoca: siamo tutti diversi e liberi di scegliere ciò che ci aggrada di più, che ci è più affine, che ci fa stare meglio, magari senza competere giudicandoci a vicenda su chi abbia preso la strada migliore, trovato il mantra più efficace o la miglior pratica ascetica.
Credo che ognuno di noi debba decidere a cosa dedicare il proprio tempo, quale sia il fine e lo scopo delle sue intenzioni e scelte rispettando quelle degli altri, qualunque esse siano perché dobbiamo convivere nella nostra moltitudine umana. Come disse il filosofo greco Eraclito: “Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi.”