La libertà di ieri e di oggi

La libertà di ieri e di oggi

 

Il tema della libertà è, da sempre, uno dei temi più importanti nella storia dell’umanità; di essa l’uomo parla, scrive, scolpisce e dipinge tantissime opere d’arte che come tema principale hanno questa parola. Ma vi sono idee di libertà diverse fra di noi?

 

Forse, l’idea della libertà è un po’diversa per ognuno di noi; essa potrebbe variare al variare della vita di ognuno. 

Uno dei più grandi autori italiani che ha toccato questo tema, la libertà, è stato sicuramente Giuseppe Ungaretti. Nato ad Alessandria l'8 febbraio del 1888 e morto l'1 giugno del 1970, ha conosciuto, durante la sua lunghissima vita, le crudeltà e la durezza delle due guerre mondiali.  La prima guerra mondiale lo ha visto protagonista, anche lui soldato.

Durante questo periodo, passato da militare, egli continuava a scrivere poesie; nei suoi versi dava voce e parola alle emozioni e alle immagini che un soldato era “costretto” a vedere ogni giorno. Poesie come “Soldati” e “ La veglia”. 

Ma, tornando al tema della libertà, un’altra celebre poesia fu scritta, per rappresentarne il desiderio e, soprattutto, il significato della parola stessa per questo autore.  

Stiamo parlando della poesia “ Per i morti della resistenza” . 

“Qui 

vivono per sempre 

gli occhi che furono chiusi alla luce 

perché tutti 

li avessero aperti 

per sempre 

alla luce.” 

(isoladellapoesia.com) 

Questa poesia racchiude il significato di libertà per quello che allora era un soldato, un uomo che, insieme a migliaia di altri, lottò e sacrificò la propria vita - “gli occhi che furono chiusi alla luce” - pur di, un domani, concedere la libertà a un intero popolo, “ perché tutti li avessero aperti … alla luce” . 

Con questa poesia, ricca di metafore molto evidenti, come quella della luce che indica la libertà e quella degli occhi chiusi, o aperti, simbolo di morte o di vita, Ungaretti volle dedicare ai suoi compagni, ai soldati, il valore della libertà. 

Al giorno d’oggi, invece, il significato della parola libertà sembra ben lontano da quello inteso da un soldato, come libertà di un intero popolo dalla tirannia e dalla guerra. 

Nella nostra odierna società, cosa significa essere liberi?

Vi sono visioni di libertà profondamente diverse, più metaforiche, rispetto a quella agognata libertà di cui Ungaretti parlava. 

Una libertà più personale, un concetto di libertà da certe guerre, spesso combattute dentro la mente di un poeta. E, per poeta, intendo una persona che vive, che sente, che prova emozioni, che soffre e gioisce.

“Brucerò ogni sogno perduto  

ogni sogno in volo o che non è mai partito  

Adesso sono solo un guerriero caduto  

Che ha lottato sempre restandosene muto 

Ma adesso sento il bisogno di urlare  

Il bisogno di cercare una pace che non si è mai  fatta trovare  

E adesso che non sono più un guerriero  

Posso ridare vita ad ogni mio pensiero  

Rinascerò dalle ceneri di ogni sogno perduto  

Dalle ceneri di ogni sogno in volo o che non è mai partito  

E finalmente potrò ripartire da terra  

Libero anch'io  da ogni guerra”

(Samuel Ferro) 

Questa poesia, intitolata “ Libero”, parla della libertà dopo una guerra, ma questa volta è una guerra con noi stessi, dove l’agognata libertà giunge solo con il placarsi del conflitto interiore. È una libertà personale, un sentirsi libero, per tornare poi a vivere in quella libertà, che la vita e il sacrificio di altri ci hanno donato.

Perché di libertà ce ne sono tante: da una guerra, da una tirannia, da un oppressore; oppure quella libertà più interiore, spirituale, di una persona. Il conflitto interno può essere una vera e propria prigione. Ti tiene fermo, bloccato, in uno stato in cui non c’è libertà di pensare, agire o essere pienamente.

E voi? In che tipo di libertà credete? Che tipo di libertà desiderereste? 

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