Motivo la poesia

Motivo la poesia

Stiamo vivendo, sicuramente, un periodo storico che verrà ricordato sui libri di storia di domani. Un periodo che ha messo a dura prova tutti noi e che ha fatto, nelle sue restrizioni, scoprire nuove parti di sé, nuove debolezze, nuove passioni e nuovi modi di essere.

 

Il 2020, sicuramente un’annata che vorremmo dimenticare, ma che alla fine sappiamo tutti non dimenticheremo.

Di punto in bianco ci siamo ritrovati proiettati in una nuova realtà che non ci apparteneva, che abbiamo al massimo letto nei libri di storia o sentito nei documentari. Tutto ciò ci ha portato a provare una forte paura. Una paura reale. Abbiamo compreso come, in un “ attimo”, qualcosa possa facilmente distruggere il delicato equilibrio dello scorrere della nostra vita sulla Terra. Ma, in questo periodo, soprattutto in Italia aggiungerei, eterno paese di arte e artisti, durante la prima fase di lockdown, siamo stati  spettatori di sorrisi, balli e cori, L' arte di “pochi”, è riuscita a trascinare e dare speranza a un intero popolo.

Chi con la musica, chi con il ballo, chi con il canto. Basta pensare ai tantissimi flash mob sui balconi, alle serate disco create da alcuni dj, all’unione di un popolo con il canto delle canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana o anche il solo echeggiare  dell’inno nazionale.

E chi, in maniera forse più velata, ma certamente non meno importante, con la scrittura.

Proprio la scrittura, strumento, per chi la pratica, di espressione delle proprie emozioni, che siano esse di felicità o tristezza, gioia o paura; e anche modo per i lettori di ritrovarsi in certe emozioni, che seppur tristi, permettono alla persona di non sentirsi sola.

La paura, sentimento provato da ogni umano, per motivi diversi forse, ma che ha trovato un comun denominatore in questo periodo.

Leggere un autore che svela le sue emozioni, e notare come queste siano simili, se non uguali, alle nostre  fa nascere la fiducia. Ci sentiamo ‘capiti’.

Con la poesia, espressione di emozioni per eccellenza, apriamo noi stessi, i nostri sentimenti, il nostro stato d’animo al foglio che farà da tramite, non solo di testi o versi, ma di quelle emozioni, che magari non tutti ci sentiamo di esprimere.

“ Guerriero.

Molti credono che guerrieri ci si nasce, ma si sbagliano.

Guerrieri lo si diventa, e questa è una lezione che ho imparato sulla mia pelle.

Lo si diventa per necessità, perché non si hanno altre scelte; o combatti o giaci immobile attendendo la fine.

Guerriero.

Sinonimo di vittoria, forza e tenacia, si tanta tenacia, più di quanta se ne possa sopportare, più di quanto un uomo ne potrà mai avere.

Ma si è guerrieri anche quando, in ginocchio, si piange al cospetto del nulla, che tanto malediciamo privi di quiete in un mondo in tempesta.

Perché anche un guerriero ha un cuore, che è incapace di arrendersi, forse per orgoglio, forse per amore verso gli altri, desideroso di quiete.

Guerriero.

Guerrieri lo si diventa quando, all'ennesima lama che scalfisce il nostro corpo, abbiamo il coraggio di rialzarci ed andare avanti.

Ancora ed ancora.

Fin quando l'ultimo lembo di pelle diverrà una cicatrice, diverrà storia.

Guerriero.

Guerriero è colui che combatte la paura, che ben la nasconde agli occhi di chi ha intorno, per rasserenarne gli animi; ma che la di lui anima non tiene conto.

Di cui i mille dubbi, le mille paure non avranno risposta.

Guerriero.“

S. Ferro

Ecco come, con un testo, ci si spoglia d’ogni segreto, con se stessi in primis e con gli altri dopo. Ciò permette al lettore di trarne le vere emozioni, il vero peso d’ogni parola e di farla propria. Può nascere allora un sentimento nuovo. La comprensione di sé e dell’altro ha inizio.

Come il leggere di qualcuno che ce l’ha fatta a esternare ogni suo mal pensiero, possa aiutare e motivare gli altri a farlo.

Commenti offerti da CComment