Libero Pensiero o Pensiero Libero? Andare oltre il limite delle parole e oltre il “così è scritto”

Libero Pensiero o Pensiero Libero? Andare oltre il limite delle parole e oltre il “così è scritto”

Appunti di personale riflessione da una lezione di Vito Mancuso al “Festival dell’Eresia” – La civiltà occidentale ha avuto origine da due eretici? Socrate e Gesù? – Lo sviluppo religioso dell’Umanità è nato da contrapposizioni di tre grandi Maestri? Lao Tse, Gesù, Shakyamuni? – Eretici od ortodossi. “Libero Pensiero”, pensiero tendenzialmente moderno e post-moderno,  libertario/libertino, ... “Pensiero Libero”, pensiero di sapienza antica, sa di non sapere, non mira alla costruzione di una dottrina, veramente libero, non teme scomuniche, non mira a imporre una dottrina ... ... Anche Antonio Gramsci li distingueva.

 

Suggestioni. Tutto cambia, tutto evolve, tutto involve, tutto si modifica, secondo la legge del divenire , anche l’attribuzione di eresia rispetto all’ortodossia cambia nel tempo.

Tutto procede dalla mente, ricorda Vito Mancuso(1), citando il testo buddista Dhammapada al cap. 1, e anche le azioni conseguenti, così assistiamo alla riabilitazione di grandi personaggi ritenuti eretici e bruciati vivi.

Morire bruciati vivi deve essere di una sofferenza inaudita, sottolinea il Mancuso.

E assistiamo alla canonizzazione di santi responsabili di atrocità, come san Pio V (da cardinale, Antonio Michele Ghislieri, grande inquisitore) che si rese responsabile del genocidio di migliaia di Valdesi che rifiutarono di convertirsi all’allora cattolicesimo.

Tutto procede dalla mente. Allora come rilevare la differenza tra i concetti di “libero pensiero” e “pensiero libero?”

“Shusseken”. Ho conosciuto questo concetto orientale che intende significare di andare oltre il limite delle parole.

Vito Mancuso spiega, nella sua lezione al Festival dell’Eresia del 2018 (a Trivero – Biella), cosa intende per pensiero libero e per libero pensiero.

Il pensiero libero non è il libero pensieroEcco alcune delle sue parole“...pensiero inteso come quell’atteggiamento della mente, quella filosofia di vita, quella spiritualità, quel modo di essere e di sentire la vita e quindi anche di modulare il linguaggio e il pensiero.

Quando dico pensiero sto parlando della tua energia vitale. Tu sei il tuo pensiero. Poi ci sono le tue azioni, la tua musica interiore, il tuo sapore, il tuo esserci, la forma che hai, l’odore che gli altri sentono quando arrivano, non dico il profumo che hai indossato, ma l’odore di autenticità o meno che ciascuno di noi emette. Se volete ‘suono’ ...

Quando dico pensiero intendo la tua gerarchia vitale:  quali sono le cose importanti per te e che quindi determinano chi sei, che cosa vali come essere umano. ...

Con libero pensiero mi riferisco all’essere libertario, libertino, libertinaggio, non necessariamente morale, ma spirituale. Presente un giorno di qua, un giorno di là. É funzione del libero pensiero, dell’esistenza che non vuole padroni, non vuole signorie, che vive e gode della sua indipendenza, della sua autonomia e non conosce in alcun modo il principio di autorità.

Se fosse coerente con se stesso si dovrebbe chiudere con lo scetticismo, volendo sempre e comunque l’ultima parola. Piace più domandare che rispondere. Fa del dubbio non il metodo per scoprire la verità, il dubbio metodico, ma ne fa un abitus. Ci vuole stare nel dubbio.

Il dubbio è la possibilità di continuare a rimanere liberi. Liberi quindi. Molto moderno e anche post moderno.

Il pensiero libero è una cosa diversa: è antico.

Esempi significativi sono Socrate in Occidente e Lao Tse (il vecchio maestro) in Oriente.

É un pensiero, come insegna Socrate, che sa di non sapere. Non mira alla costruzione di una dottrina. Non mira a essere funzionale alla dottrina di nessuna delle chiese istituite e quindi neanche a delle contro chiese, che dovrebbero essere i movimenti eretici.

È il pensiero della dotta ignoranza. Al suo centro non c’è l’Io e la sua libertà, piuttosto intende porre al centro il vuoto. Il vuoto a cui l’Io aderisce.

Il libero pensiero ha al suo centro l’Io, vuole essere padrone del proprio pensiero, dubitando, chiedendo, esitando.

Il pensiero libero vuole essere libero anche di se stesso, vuole essere autentico e come tale ogni volta guardare, senza sapere a priori, a chi dire SI e a chi dire NO.

Pensiero libero anche da sé e, per questo, al suo centro c’è il vuoto”.

Vito Mancuso legge, dal classico cinese Tao Te Ching, paragrafo 11:

Trenta raggi convergono nel mozzo, ma è il vuoto del mozzo l'essenziale della ruota.
I vasi sono fatti di argilla, ma è il vuoto interno che fa l'essenza del vaso.
Mura con finestre e porte formano una casa, ma è il vuoto di essi che ne fa l'essenza.
In genere: l'essere serve come mezzo utile, nel non essere sta l'essenza.

e continua: “Il pensiero libero può ospitare ogni cosa, perché è libero anche da sé, dalla propria volontà di appartenenza, di indipendenza, di obbedienza e può ospitare anche la contraddizione”.

Curioso che anche Antonio Gramsci distingue tra libero pensiero e pensiero libero. Cito da Internet, la Voce di New York,  Fabio Cammalleri(2):  “Antonio Gramsci distingueva fra “Libero pensiero” e “Pensiero libero”: l'uno, portato dell'ideologia liberal-borghese e, perciò, in realtà, libero solo di muoversi entro i confini assegnatigli dal sistema di produzione; l'altro, il “Pensiero libero”, invece, veramente libero perché deliberatamente incurante di limiti e di presupposti ritenuti inderogabili: un pensiero che non teme di essere sconveniente, che non teme scomuniche, che non teme tendenze asseritamente colte, sicuramente dominanti. Anche fuori del contesto storico-politico in cui fu elaborata, questa distinzione mantiene intatto il suo valore.”

Nel contesto del Festival dell’Eresia, la differenziazione tra i due modelli di pensiero è consona al relatore Mancuso per proporre la suggestione di una potente riflessione sull’operato di alcuni notevoli personaggi storici.

La civiltà occidentale ha avuto origine da due eretici? Socrate e Gesù? – Lo sviluppo religioso dell’Umanità è nato da contrapposizioni di tre grandi Maestri? Lao Tse, Gesù, Shakyamuni?

Il Taoismo, il Buddismo e il Cristianesimo, nascono come opposizione, come negazione rispetto alle strutture del tempo, compresa la religione.

Il Taoismo come negazione del proto-Confucianesimo.

Il Buddismo in contrapposizione all’Induismo e al sistema delle caste.

Il Cristianesimo in discontinuità rispetto alla religione Ebraica.

Molti sono eretici per il gusto di esserlo,  privi della vitalità del pensiero libero, ma loro no.

Andare contro il senso di appartenenza, ricorda il Mancuso, può essere così faticoso che si è disposti, pur di non essere esclusi, a dire di una cosa che è nera, se così dice l’obbedienza all’autorità, benché sia bianca con ogni evidenza. Sottolinea anche che il pensiero libero: “... è libero dalla tesi e anche dalla propria antitesi. Ci sono molti eretici, o aspiranti tali, che sono così ancora imprigionati dalla tesi contro cui combattere, da fare della propria antitesi una propria tesi. Sono così anti-dogmatici da essere condizionati da questo essere ‘anti’.

Come certi ragazzi che vogliono essere anti-conformisti quando si vestono e sono vittime del conformismo al contrario.”

In conclusione, si può attribuire un diverso tipo di valore a ogni manifestazione di eresia in contrapposizione all’ortodossia.

Una si occupa, al dire del Mancuso, del mondo sensibile e reale, valorizzando le esperienze nel continuo divenire,  mentre l’altra si occupa del mondo di carta, enfatizzando il “così è scritto, così dicono le scritture”.

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(1)Vito Mancuso: teologo cattolico, filosofo, docente, scrittore

(2)Fabio Cammaleri: giornalista de la Voce di New York

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