Per esempio Adriano Olivetti

Per esempio Adriano Olivetti

Motiv-Azione? L’origine è il sogno e se al sogno segue l’azione l’incredibile si realizza.  “La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica.” Adriano Olivetti

 

Nei giorni scorsi un amico, mentre mi proponeva l’esempio di Adriano Olivetti,  mi ricordava l’incitamento di un maestro orientale, in questo periodo di crisi pandemica mondiale: «Proprio perché siamo in un momento di cambiamento, cerchiamo di essere “rivoluzionari” attraverso idee e azioni nuove! Con saggezza, senza timore di sbagliare, continuiamo a sfidarci con coraggio! Apriamo una nuova strada verso il futuro!»

Adriano Olivetti riuscì a creare, nel secondo dopoguerra italiano, un'esperienza di fabbrica nuova e unica al mondo in un periodo storico in cui si fronteggiavano due grandi potenze: capitalismo e comunismo. Olivetti credeva che fosse possibile creare un equilibrio tra solidarietà sociale e profitto, tanto che l'organizzazione del lavoro comprendeva un'idea di felicità collettiva, che generava efficienza. Gli operai vivevano in condizioni migliori rispetto alle altre grandi fabbriche italiane: ricevevano salari più alti, vi erano asili e abitazioni vicino alla fabbrica che rispettavano la bellezza dell'ambiente, i dipendenti godevano di convenzioni.

Anche all'interno della fabbrica l'ambiente era diverso: durante le pause i dipendenti potevano servirsi delle biblioteche, ascoltare concerti, seguire dibattiti e non c'era una divisione netta tra ingegneri e operai, in modo che conoscenze e competenze fossero alla portata di tutti. L'azienda accoglieva anche  artisti, scrittori,  disegnatori e poeti, poiché l'imprenditore Adriano Olivetti riteneva che la fabbrica non avesse bisogno solo di tecnici, ma anche di persone in grado di arricchire il lavoro con creatività e sensibilità.

Adriano Olivetti credeva nell'idea di comunità, unica via da seguire per superare la divisione tra industria e agricoltura , ma soprattutto tra produzione e cultura. L'idea, infatti, era quella di creare una fondazione  composta da diverse forze vive della comunità: azionisti, enti pubblici, università e rappresentanze dei lavoratori, in modo da eliminare le differenze economiche, ideologiche e politiche. Il suo sogno era di riuscire ad ampliare il progetto a livello nazionale, in modo che quello della comunità fosse il fine ultimo.

Nel 1953 decise di aprire una fabbrica di macchine calcolatrici a Pozzuoli offrendo posti di lavoro con salari sopra la media e assistenza alle famiglie degli operai: la produttività in questo stabilimento superò quella dei colleghi della fabbrica di Ivrea.

  • Eppure

Alla ricerca di nuovi fondi presso banche svizzere per rilanciare la sua azienda, il 27 febbraio 1960, Adriano Olivetti che aveva solo 59 anni,  si recò in treno in Svizzera verso Losanna. Dopo il confine svizzero fu colto da un'improvvisa emorragia cerebrale. I soccorsi furono inutili. Non fu eseguita l'autopsia, lasciando adito a ipotesi di complotto a favore di lobby statunitensi. Come si scoprì, in seguito alla desecretazione di documenti della CIA, l'industriale fu oggetto d'indagini da parte dell' intelligence statunitense. Quell'anno, in segno di lutto, la città di Ivrea annullò le festività dello storico Carnevale, decisione che raramente nella storia era stata presa.(*)

Al momento del suo decesso, l'azienda, fondata dal padre e da lui per lungo tempo diretta, vantava una presenza su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all'estero.

  • Da “La Stampa” del 5 aprile 2019 – di Nadia Ferrigo

Quindici anni prima di Steve Jobs e Bill Gates, Olivetti con la Programma 101 ha aperto la strada alla rivoluzione del nostro tempo: il personal computer. Cinquant’anni fa l’idea di tenere un computer sulla scrivania o nella camera dei bambini era poco più che un’intuizione visionaria, seguita con determinazione da una geniale squadra di ingegneri di una delle aziende più importanti al mondo nel campo delle macchine da scrivere e da calcolo. Il lancio avvenne il 14 ottobre 1965 a New York, con un successo clamoroso: tra i primi a intuire le potenzialità della P101 ci furono gli scienziati della Nasa, che ne acquistarono quarantacinque esemplari per compilare le mappe lunari ed elaborare la traiettoria del viaggio della missione Apollo 11, che nel 1969 portò l’uomo sulla luna.

(*)Lo storico carnevale di Ivrea,le cui origini si possono far risalire al XVI secolo,  noto per la battaglia delle arance è stato sospeso solo 4 volte in età moderna: tra le prime due guerre mondiali, lo scorso 2020, causa Covid-19 e, appunto, alla morte di Adriano Olivetti.

Commenti offerti da CComment