Quando 2+2 = 5

Quando 2+2 = 5

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Alessandra Chelucci, Psicoterapeuta

Viviamo in un’epoca in cui l’informazione ci bombarda in tutte le maniere e in tutte le vesti: internet, youtube, i vari social e persino i libri sugli scaffali delle librerie online. Si può dire tutto senza suscitare scandali e reazioni di smentita. Tutto può essere vero e tutto può essere falso. Tutto può essere possibile, perché tutto può essere detto e scritto. La verità non esiste più. Immersi come siamo in un’atmosfera di paura e precarietà, qual è il metro che usiamo per discriminare il vero dal falso?

La famosa canzone “Bella ciao”, conosciuta come Inno della Resistenza in Italia e delle lotte partigiane, inizia con queste parole:

“Una mattina mi sono alzato e ho trovato l’invasor”

Ecco, anch’io mi sono alzata, non di mattina, ma di notte e non ho trovato l’invasor, persona straniera in carne e ossa.  Ho trovato invece un pensiero, una realtà, che mi ha turbato:

La verità non esiste più.

Ho preso il cellulare e ho iniziato a cercare notizie e titoli di libri. Davanti ai miei occhi si è profilata un’ampia scelta: esiste tutto e il contrario di tutto su chiunque, senza distinzioni. Accuse di ogni tipo sui personaggi che animano lo scenario mondiale, senza esclusione di colpi e senza risparmiare nessuno.

Ma la cosa più sorprendente è che teorie e accuse sono stampate sulle pagine di libri in vendita su Amazon, scritti da esperti e giornalisti. La stampa ufficiale non ne fa grande menzione, però. Sembra che queste notizie neanche esistano o che non siano così importanti da meritarsi un posto nei grandi giornali. Si parla di governo nell’ombra, di complotti orditi dalle élite finanziarie, di nuovo ordine mondiale, di primi ministri e presidenti assoggettati a coloro che, dietro le quinte, decidono le sorti dei vari Paesi, l’andamento dei mercati e dei conflitti, chi è amico e chi è il nemico.

Tutto questo è ignorato. Non menzionato. Neanche smentito.

Ma è venduto su Amazon. La libertà di pensiero, parola e stampa è sacrosanta, direte voi. Certo che lo è! Ma quello che mi chiedo è:

perché non fa notizia? Anzi, perché non fa MAI notizia?

Oramai viviamo in un’epoca in cui l’informazione ci bombarda in tutte le maniere e in tutte le vesti: internet, youtube, i vari social. Si può dire tutto senza suscitare scandali e reazioni di smentita. Tutto può essere vero e tutto può essere falso. Tutto può essere possibile, perché tutto può essere detto e scritto.

Una situazione che è sinonimo di libertà o di censura silente? Puoi dire tutto, ma se non dimostri che ciò che dici è vero, allora va da sé che le tue affermazioni sono false. Una volta le informazioni e i libri ‘proibiti’ erano censurati. Questo poteva dare la sicurezza che questi testi contenessero importanti informazioni, svelassero segreti e aprissero gli occhi a verità che dovevano rimanere nascoste.

Il filosofo francese Michel Onfrey risponde alla domanda “Come si può instaurare oggi una dittatura di tipo nuovo?”, delineando sette fasi principali, di cui una fondamentale è abolire la verità. Non mi addentro nelle altre fasi: distruggere la libertà attraverso la sorveglianza continua, impoverire la lingua, sopprimere la storia, negare la natura e propagare l’odio. Il lettore interessato può dilettarsi leggendo direttamente dal libro di Onfray “Teoria della dittatura”. Citerò invece le sue stesse parole,

“Questo nichilismo della verità consente di fare tabula rasa di qualsiasi certezza.”

L’annientamento della verità, la confusione che regna nel prolifico mondo delle informazioni non ha neanche bisogno di censura. Quando non c’è certezza, la censura è inutile. Abbiamo vissuto in questa realtà per anni, conoscendola e accettandola, facendone argomento di conversazione, ridendoci e scherzandoci sopra. Poi è arrivata la pandemia mondiale e la paura ha preso il sopravvento. Ci troviamo così in una situazione in cui ogni esperto nella popolazione dei virologi, epidemiologi, nanopatologi, filosofi, economisti, avvocati e giornalisti presenta la sua verità, spesso in contraddizione con quella degli altri. Proprio adesso che avere certezze, notizie sicure e non contraddittorie, è vitale! La paura genera il bisogno di certezza. Vogliamo essere sicuri di fare la cosa giusta, di adottare il comportamento più adatto alla situazione che stiamo vivendo. Desideriamo comprendere quello che sta accadendo a livello sia nazionale che mondiale.

Ma se la verità, e non mi riferisco al Covid perché il virus c’è, esiste e la gente si ammala, si può costruire e decostruire, dove possiamo trovare sicurezza e certezze?

2+2 fa sempre 4 o può anche fare 5?

Certo l’annientamento della verità è un terreno fertile. Ma non basta. Altri ingredienti sono necessari:

  • il bisogno di certezza, che scaturisce dalla paura di non avere controllo sulla propria vita
  • il bisogno di appartenenza, che nasce dalla paura di essere emarginati, di trovarsi in minoranza

Visto che siamo nell’era digitale e vivo con un esemplare umano di nativo digitale, mio figlio di diciannove anni, ho chiesto a lui. Riporto di seguito il nostro breve scambio di parole.

Io: “Credo che la verità non esista più.”

Lui: (occhi fissi sullo schermo dello smartphone) “Cioè?”

Io: “Voglio dire che si dice di tutto, una cosa e il suo contrario. Si fanno accuse e si parla di complotti, ma nessuno si scandalizza. Tutto è considerato normale. Non si sa più quali notizie sono vere e quali sono inventate.”

Lui: (sempre con gli occhi sullo schermo) “Lo sai ora?”

Io: “No, lo sapevo anche prima. Ma mi preoccupa. Così non c’è certezza. Mi chiedo dove sia la verità.”

Lui: “Cosa vuoi dire?”

Io: “Se si può dire di tutto, si può anche costruire la verità. E questo è molto pericoloso, perché lascia spazio alla costruzione di una verità che poi viene accettata da tutti come vera.”

Lui: “E quindi?”

Io: “Come decidi se una notizia è vera o falsa? Come puoi sapere dove sta la verità?”

Lui: “Lo sai perché è condivisa dalla maggioranza. Se una notizia è ripetuta e la dicono tutti, allora è vera.”

Perfetto, penso io. Una risposta inquietante. Conosco mio figlio e so che sa pensare in modo critico e non convenzionale, ma è anche figlio del digitale e dei media. E la sua risposta lo prova. Nato e cresciuto nella decostruzione della verità.

A voi le conclusioni.

Bibiografia

Onfray, M. (2020) Teoria della dittatura. Adriano Salani Editore: Milano

 

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