Sette interviste: “Come stai vivendo questo periodo?”

D. G. Barone | Interviste

Sette interviste per avere un’idea di quanto sia diverso, o simile, il modo in cui stai vivendo questo periodo. “Credi che potresti abituarti a questo stile di vita?”

 

La pandemia da Covid-19 ha avuto un forte impatto sulla salute mentale dell’individuo, a causa delle diverse misure di contenimento, dei lockdown, degli eventuali isolamenti e quarantene preventive. A causa della paura del contagio o di contagiare, del costante isolamento sociale e delle increscenti difficoltà economiche. Salari e colleghi (Globalization and Health, 2020), ad esempio, evidenziano come le persone tenute in isolamento e/o in quarantena sperimentino elevati livelli di ansia, rabbia, stress e altre problematiche psicologiche. Gaëtan Mertens e colleghi (Journal of Anxiety Disorders, 2020) hanno osservato attraverso un sondaggio online, un’ampia gamma di preoccupazioni riguardanti l’epidemia da Coronavirus (Fear of the Coranivirus questionnaire). Su 439 intervistati hanno riscontrato che l’aumento della paura per il Coronavirus fosse correlata positivamente con la percezione del rischio che i propri cari potessero ammalarsi (Risk for loved ones), con l’ansia per la propria salute (Health anxiety) e l’uso costante dei media per tenersi informati (Media exposure). L’Istituto Superiore di Sanità (Epicentro ISS, 2020) e il Dipartimento di Salute Mentale dell’Università della Campania, Luigi Vanvitelli, attraverso un’indagine su un campione di 20.720 persone, hanno osservato un aumento dei livelli di ansia, depressione e sintomi legati allo stress, durante il periodo di lockdown. In un comunicato stampa dell’11 giugno 2020, il Ministero della Salute ha dichiarato che le telefonate ricevute al numero verde, 800.833.833, per il supporto psicologico, siano arrivate a più di 50mila. Circa il 14% delle telefonate erano dovute a problemi di ansia, il 13% a problemi di depressione, il 2% a irritabilità e un altro 2% a disturbi del sonno.

Insomma, sembra evidente che la pandemia abbia avuto e stia avendo ancora un forte impatto sulla vita psico-emotiva dell’individuo, in particolar modo per quanto concerne l’ansia e la paura in relazione al virus. E per tale ragione, considerando anche la diversità dell’individuo, ho pensato di intervistare alcune persone a me care (19-29 anni), per farmi un’idea di come stiano vivendo questo periodo.

Il primo intervistato è un ragazzo siciliano di 24 anni, studente universitario:

  • Come stai vivendo questo periodo? Fino a oggi sono riuscito a placare lo stress dello stare a casa, ora però questi tempi lunghi stanno cominciando a debilitare il mio umore, e sono una persona già abituata a lunghi stop.
  • Come impieghi il tuo tempo nella vita di tutti i giorni? Studiando, scrivendo e facendo qualche lavoretto.
  • Cos’è cambiato rispetto a prima? Be’, ho perso l’uscita quotidiana con gli amici, o quasi, poi la palestra dove mi allenavo ogni giorno e la piena libertà.
  • Credi che potresti abituarti a questo stile di vita? No mai, posso sopportarlo, ma abituarmici mai.
  • La tua paura più grande in questo periodo? Portare il Covid in famiglia.
  • Hai paura del contagio da Covid-19, quando sei fuori casa? (lavoro, spesa, incontri amicali o romantici) No, non ho paura del contagio in sé, anche perché mantengo sempre le giuste distanze e i giusti parametri di sicurezza. Ciò che temo di più è portare in casa il virus.
  • Preferisci rimanere in casa per non mettere a rischio te stesso e la famiglia? Sì, ovvio, evito di uscire in tutti i modi, anche se ogni tanto scappo dalla regola.
  • Quante ore dedichi al giorno alle notizie sul Covid-19 e che canali usi per informarti? (tante/poche) (tv/radio/social/siti istituzionali/canali di controinformazione/tutte) Tante, tramite social, giornali, radio e telegiornali.

 Il secondo intervistato è un ragazzo campano di 23 anni, studente universitario:

  • Come stai vivendo questo periodo? A tratti bene e a tratti male. Ci sono istanti dove mi faccio coraggio e provo a essere positivo, mentre in altri mi sembra che stia perdendo gli anni migliori. Accuso le semplici privazioni come un caffè con gli amici o un'ora in palestra e allo stesso tempo mi dico che "tutto andrà meglio" e che stiamo facendo questo per il bene della nazione e non solo. Vivo nella volontà di continuare a studiare e nella paura che tutto si riveli inutile. Come sto vivendo? In un limbo di contrasti.
  • Come impieghi il tuo tempo nella vita di tutti i giorni? La maggior parte del tempo studio e mi concentro sui progetti futuri. Ma guardo anche molti film o documentari, cucino e provo ad allenarmi in casa.
  • Cos’è cambiato rispetto a prima? L'angoscia che ogni occasione possa esser persa. Ad esempio, se ho possibilità di uscire, lo faccio, perché non so se domani ne avrò possibilità o ci chiuderanno di nuovo. Il tutto, chiaramente, nella massima sicurezza e nel rispetto delle normative.
  • Credi che potresti abituarti a questo stile di vita? No di certo. Mi sento costretto e col dito puntato contro per ogni cosa che faccio, come se dovessi sempre darne conto a qualcuno. Rivoglio la mia vita, i miei allenamenti in palestra con gli amici, le uscite senza dover guardare l'orologio e pensare al coprifuoco. Rivoglio la vita di prima.
  • La tua più grande paura in questo periodo? Che la situazione sfugga di mano e che la normalità non torni mai più. Insomma, la prospettiva non è delle migliori: ci sono nazioni che, chi per povertà, chi per imprudenza, hanno lasciato il virus correre fin troppo. E qui da soli non se ne esce, il mondo globalizzato rende tutto più complesso.
  • Hai paura del contagio da Covid-19, quando sei fuori casa? (lavoro, spesa, incontri amicali o romantici) Sì. Ho paura, non sai se e come ti prenderà. L'unico modo che hai per difenderti dal virus (e dalla paura) è adottare tutte le misure prescritte, senza fartene una mania ma senza troppa leggerezza. Mi viene in mente la metriotes di Orazio.
  • Preferisci rimanere in casa per non mettere a rischio te stesso e la famiglia? Sì. Preferisco fidarmi dei medici e degli esperti. Vivo la mia vita nel modo più compatibile possibile con le regole; anche se ammetto che, a volte, le immagini che escono sui social mi fanno arrabbiare... spesso penso che a rispettare le regole siamo davvero in pochi.
  • Quante ore dedichi al giorno alle notizie sul Covid-19 e che canali usi per informarti? (tante/poche) (tv/radio/social/siti istituzionali/canali di controinformazione/tutte) Prima di più, ora mi basta un telegiornale al giorno per essere aggiornato. La società e la politica si sono rivelate per quelle che sono: preferisco non guardare né ascoltare più certe scene. Tanto ci intossicano soltanto.

Il terzo intervistato è un ragazzo toscano di 29 anni, disoccupato:

  • Come stai vivendo questo periodo? Come sempre: tra alti e bassi.
  • Come impieghi il tuo tempo nella vita di tutti i giorni? Fino a poco fa studiando e guardando serie.
  • Cos’è cambiato rispetto a prima? Le possibilità di svago all’esterno.
  • Credi che potresti abituarti a questo stile di vita? Ad alcune cose sì, ad altre no. Mentre il distanziamento sociale mi fa sentire più a mio agio all’esterno, misure come il coprifuoco poco si adattano al mio modo di essere.
  • La tua paura più grande in questo periodo? Un governo sovranista.
  • Hai paura del contagio da Covid-19, quando sei fuori casa? (lavoro, spesa, incontri amicali o romantici) Non troppa, ma sono cosciente del fatto che la possibilità di contagio esiste.
  • Preferisci rimanere in casa per non mettere a rischio te stesso e la famiglia? Preferisco rimanere in casa per ragioni diverse dal Covid.
  • Quante ore dedichi al giorno alle notizie sul Covid-19 e che canali usi per informarti? (tante/poche) (tv/radio/social/siti istituzionali/canali di controinformazione/tutte) Alcuni giorni tante, altri poche. Quando ci sono novità legislative in tema mi informo in modo approfondito consultando i siti istituzionali e leggendo direttamente i provvedimenti. Sull’andamento dei contagi ho smesso di informarmi giornalmente dopo l’estate.

Il quarto intervistato è una ragazza siciliana di 22 anni, studentessa universitaria:

  • Come stai vivendo questo periodo? Non è di certo un periodo facile, ma tra alti e bassi cerco di vivere la mia vita il più normalmente possibile.
  • Come impieghi il tuo tempo nella vita di tutti i giorni? Cerco sempre di organizzare il mio tempo per evitare di avere momenti morti che possano farmi pesare maggiormente la situazione che stiamo vivendo, restando impegnata e concentrata nelle mie attività che ho la fortuna di svolgere da casa.
  • Cos’è cambiato rispetto a prima? La vita di tutti noi da un momento all’altro si è ritrovata completamente stravolta: quindi molte cose sono cambiate dall’inizio di questa pandemia. Il nostro modo di vivere è cambiato, le nostre routine, le nostre priorità. Ma soprattutto manca quel senso di normalità e serenità che prima davamo, senza magari accorgercene, per scontato.
  • Credi che potresti abituarti a questo stile di vita? No, non credo. Ma sicuramente, per il nostro bene e quello di tutti, dobbiamo imparare a conviverci e cercare di trovare un pezzo di normalità in tutto questo, anche e soprattutto per la nostra serenità mentale.
  • La tua paura più grande in questo periodo? Ovviamente la paura che il Covid19 tocchi da vicino amici e parenti è la prima in assoluto. Ma anche il pensiero di non riuscire a tornare a com’era la vita prima della pandemia: quando la paura del contagio era pura utopia e quando dare un abbraccio e stare in gruppo faceva parte della nostra normalità.
  • Hai paura del contagio da Covid-19, quando sei fuori casa? (lavoro, spesa, incontri amicali o romantici) Sì, ma credo che sia timore un po’ di tutti. L’importante è rispettare le regole e il distanziamento: ormai dobbiamo imparare a convivere col virus.
  • Preferisci rimanere in casa per non mettere a rischio te stesso e la famiglia? Un membro della mia famiglia è un soggetto a rischio per le sue patologie pregresse. Quindi sì, assolutamente, soprattutto per proteggere la mia famiglia. Ecco perché in questo periodo ho sempre cercato di rispettare il più possibile e nel migliore dei modi le regole, restando anche a casa e uscendo soltanto per motivi validi e necessari.
  • Quante ore dedichi al giorno alle notizie sul Covid-19 e che canali usi per informarti? (tante/poche) (tv/radio/social/siti istituzionali/canali di controinformazione/tutte) Quanto basta per restare aggiornata di quel che succede in Italia e nel mondo. Adesso, dopo quasi ormai un anno dall’inizio della pandemia, sono riuscita a trovare un equilibrio e a non fare del numero dei morti e dei contagiati un’ossessione. Di solito i canali di cui usufruisco per informarmi sono la tv, i social e il sito del Ministero della Salute.

Il quinto intervistato è una ragazza toscana di 28 anni, educatrice:

  • Come stai vivendo questo periodo? Cerco di viverlo nel modo più normale possibile.
  • Come impieghi il tuo tempo nella vita di tutti i giorni? Studio e mi dedico agli hobby.
  • Cos’è cambiato rispetto a prima? Tante cose, in primis la libertà in generale.
  • Credi che potresti abituarti a questo stile di vita? Spero di no, perché vorrebbe dire non ricordarsi lo stile di vita di prima.
  • La tua paura più grande in questo periodo? Il lockdown
  • Hai paura del contagio da Covid-19, quando sei fuori casa? (lavoro, spesa, incontri amicali o romantici) Un po', se mi trovo in posti affollati.
  • Preferisci rimanere in casa per non mettere a rischio te stesso e la famiglia? Preferirei, però diventa veramente difficile non vedere nessuno.
  • Quante ore dedichi al giorno alle notizie sul Covid-19 e che canali usi per informarti? (tante/poche) (tv/radio/social/siti istituzionali/canali di controinformazione/tutte) Poco, una mezz’ora sui siti o dal tg.

Il sesto intervistato è un ragazzo toscano di 19 anni, studente universitario:

  • Come stai vivendo questo periodo? Questo periodo è stressante per tutti, ormai da un anno, esclusa l’estate, siamo costantemente limitati nello svago per via delle restrizioni, personalmente questa è la cosa che mi pesa maggiormente.
  • Come impieghi il tuo tempo nella vita di tutti i giorni? Se prima il sabato sera era il giorno di maggiore divertimento, grazie alle cene con gli amici e alle discoteche, adesso è esattamente come gli altri giorni della settimana, dato il coprifuoco.
  • Cos’è cambiato rispetto a prima? Prima si potevano fare più cose, c’erano più possibilità per svagarsi, mentre adesso è tutto più monotono e complicato.
  • Credi che potresti abituarti a questo stile di vita? Mi sto già abituando a questa nuova quotidianità e penso sia una cosa normale.
  • La tua paura più grande in questo periodo? Non sono diverse da quelle che avevo prima della pandemia, visto che adesso il virus è sicuramente molto meno mortale di un anno fa, permane il pensiero che possano essere contagiati dei familiari a rischio.
  • Hai paura del contagio da Covid-19, quando sei fuori casa? (lavoro, spesa, incontri amicali o romantici) Se ci fosse un pericolo evidente lo sarei ma, secondo me, seguendo le norme del buon senso, più che quelle anti Covid-19, si può uscire in serenità.
  • Preferisci rimanere in casa per non mettere a rischio te stesso e la famiglia? In caso fosse consigliato restare a casa potrei farlo, ma credo di poter uscire senza grossi problemi evitando assembramenti.
  • Quante ore dedichi al giorno alle notizie sul Covid-19 e che canali usi per informarti? (tante/poche) (tv/radio/social/siti istituzionali/canali di controinformazione/tutte) Oramai ho allentato la soglia di attenzione verso le notizie sulla pandemia, se prima era quasi un pensiero fisso adesso occupa una piccola parte delle mie giornate. Come tutte le persone della mia età utilizzo maggiormente i social e internet a discapito della TV, di conseguenza la mole maggiore di informazioni la prendo da lì.

Il settimo e ultimo intervistato è un ragazzo toscano di 27 anni, dipendente:

  • Come stai vivendo questo periodo? Vivo la mia vita “normalmente”.
  • Come impieghi il tuo tempo nella vita di tutti i giorni? Lavoro per la maggior parte del giorno.
  • Cos’è cambiato rispetto a prima? Non posso più portare avanti i miei hobby come prima.
  • Credi che potresti abituarti a questo stile di vita?
  • La tua paura più grande in questo periodo? Che ritorni il lockdown come un anno fa (tutto chiuso).
  • Hai paura del contagio da Covid-19, quando sei fuori casa? (lavoro, spesa, incontri amicali o romantici)
  • Preferisci rimanere in casa per non mettere a rischio te stesso e la famiglia?
  • Quante ore dedichi al giorno alle notizie sul Covid-19 e che canali usi per informarti? (tante/poche) (tv/radio/social/siti istituzionali/canali di controinformazione/tutte) Una mezz’ora al giorno sul sito del Tirreno.

Facendo un rapido riepilogo delle risposte, risulta evidente che almeno cinque intervistati su sette non potrebbero mai abituarsi a questo nuovo stile di vita. La paura maggiore è risultata essere quella di portare il covid in famiglia (3) e il lockdown totale (2). La paura per il contagio da Covid-19 è stata riscontrata in quattro intervistati su sette, così come per il fatto di rimanere in casa per non mettere a rischio la propria salute e quella dei familiari. In linea generale, gli intervistati lamentano di non poter fare le cose che potevano fare prima, manca lo stesso senso di normalità, la libertà, mancano le possibilità di svago. Siamo di fronte a “una nuova normalità”, come dicono molti politici, dove avere paura è una conseguenza normale e giustificata, dove l’aumento dello stress, dell’ansia e della depressione è ampiamente documentata, dove rimanere prudenti e coscienziosi significa rinunciare a qualcosa, anche a ciò che amiamo più fare. La speranza, e credo sia scontato per tutti, è quella di poter tornare alla normalità di prima, a quella vecchia, e non a una normalità che non vogliamo. In ultimo luogo, tutti gli intervistati hanno affermato di dedicare almeno mezz’ora alle notizie sul Covid-19. La maggior dedizione alle notizie sembra esserci stata soprattutto all’inizio della pandemia (5), momento in cui c’è stato il boom dei contagi. I canali più usati sembrano essere i TG, i siti istituzionali e i social, mentre i canali di controinformazione non sono stati menzionati.

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