Nel bar della mia mente, i mulini a vento

Nel bar della mia mente, i mulini a vento

La realtà percepita ci spinge ad agire, in buono e in cattivo, ma è vera? Come si forma nella mente questa idea di realtà? La mente mente?

 

Nel bar della mia mente, come sovente capita, solitario frequentatore, ruminando tra me e me, dialogavo tempo fa animatamente con me stesso. “Tu pensi troppo” mi rimproveravo, “la mente mente”. Non ero d’accordo eppure continuavo, “la realtà è quella che tu credi che sia, la crei tu”. Argomenti di moda, abusati in questo tempo affrettato di Internet. “Di conseguenza agisci secondo questa irreale realtà e ti fai male”.

A rafforzare il concetto, presentavo a me stesso una vignetta di Don Chisciotte della Mancia all’attacco dei mulini a vento, in groppa al suo cavallo Ronzinante, contro i draghi che pensava insinuassero la sua amata Dulcinea.

Per lui erano draghi veri e di conseguenza agiva, andando a farsi male.

Lasciato quell’ipotetico conversare nel mio bar mentale, non pienamente convinto di quelle abusate affermazioni sulla mente che mente e sulla creazione della realtà, giorni dopo fui attratto da una pacata intervista a un autore famoso che non conoscevo. Giornalista, scrittore, filosofo, teologo cattolico, Vito Mancuso presentava il suo recente libro “Il bisogno di pensare”.

Nel bar della mia mente 1

“In alcuni ambienti, Papa Francesco è considerato un po’ eretico”, gli veniva chiesto, “lei cosa ne pensa?”

Serenamente lo scrittore rispose: “Papa Francesco è Profetico e per essere profetici bisogna essere un poco Eretici”.

Mi piacque e ancor di più mi piacque la presentazione del libro che come sottotitolo al bisogno di pensare propone una domanda: “Dove trarre l’energia per camminare in equilibrio sulla fune della vita?”

Comprato, ho letto quel libro, come l’autore stesso suggerisce per ogni libro, con in mano una matita per sottolineare. Sottolineare poco dice, solo le cose essenziali.

L’autore esordisce confessando che, a suo parere, il bisogno di pensare è diverso dalla necessità di farlo.

Pag. 13“ ... il bisogno è più vicino al sogno e alla sua capacità di generare utopia”.

Per argomenti da rimuginare nel bar della mia mente, sarebbe stato da sottolineare tutto il libro. Ricordo in particolare il fascino della spiegazione del meccanismo con cui si forma il pensiero. Altri antichi autori orientali avevano proposto schemi similari.

Cito Vito Mancuso: da pag. 37La vita della mente è più ampia del pensare, ma è nel pensare che raggiunge chiarezza e profondità. La vita della mente inizia dal sentire, procede con il percepire, si realizza nel concepire, ma è solo nel pensare che realizza la sua pienezza. ...

La vita della mente si attiva anzitutto mediante il sentire, da cui provengono le sensazioni. Senza le sensazioni la nostra mente sarebbe morta e noi ovviamente con lei. ...

Uno stadio ulteriore è dato dal percepire ... Percepire viene spesso inteso come sinonimo di sentire, ma sensazione e percezione non sono la stessa cosa. La sensazione è più nuda, la percezione più vestita ...

Sensazione è quando diciamo ‘sento puzza di bruciato’, percezione è quando diciamo ‘sta bruciando l’arrosto’. Mentre la sensazione è qualcosa di oggettivo che tutti avvertono, la percezione contiene già un’elaborazione soggettiva che non è detto corrisponda davvero alla realtà. ... La percezione contiene di più rispetto alla nuda sensazione, ma questo di più è ambiguo: può venire dalla luce dell’intelletto che intuisce immediatamente, oppure dalla nebbia dell’ego che proietta le sue paure o le sue brame. La sensazione è sempre innocente, pura, veritiera; la percezione non sempre lo è ...

... dopo il sentire e il percepire giunge il momento del concepire, il cui frutto si chiama concetto o concezione ...

L’azione dell’intelligenza che causa il concepire e produce il concetto non ha solo una mera funzione conoscitiva, ma ne ha anche una di tipo pratico, finalizzata a comprendere come agire, cosa fare e cosa non fare ...

Nel bar della mia mente 2

Questo meccanismo della formazione del pensiero, descritto similmente ad altri autori dell’antico oriente,  mi porta sempre a rimuginare sull’aspetto della percezione e della conseguente consapevolezza.

“... la percezione contiene già un’elaborazione soggettiva che non è detto corrisponda davvero alla realtà ...”, dice l’autore.

Allora esiste davvero una realtà soggettiva?, mi chiedo.

La consapevolezza di questa realtà soggettiva porta in ogni caso ad agire, o a non agire, e l’effetto dell’ azione compiuta è sempre causa di benessere o di sofferenza.

Uuhmm! Ci dev’essere qualche altra componente nel concetto che la realtà è creata da come formuliamo i pensieri.

°°° 

In assenza del bar tradizionale, mi piace immaginare che con l’esperienza delle restrizioni imposte dalla pandemia del Covid-19, tanti amici abbiano trovato, o ritrovato, il gusto di sostare nel proprio personale bar mentale a rimuginare, magari con un libro e una matita in mano.

E’ tempo di nuove consapevolezze.

Questo lo avevo avvertito già prima del Covid-19, osservando che sempre più persone, ispirate dalla “mente che non mente”,  sono alla ricerca di corsi di consapevolezza – energia mentale – corsi di meditazione – pensiero positivo – studi di neuroplasticità sulle capacità del cervello – coaching come processo creativo per massimizzare il proprio potenziale personale e professionale, e tanto altro, ispirate dal desiderio di comprendere se davvero la “realtà è quella che noi pensiamo che sia”.

Illusione? Desiderio?

Nel bar della mia mente 3

Il desiderio è alla base della vita, non ci sarebbe vita senza desiderio.

Forse, oltre che frequentarlo, è anche tempo di uscire dal proprio bar mentale. Sia ora che le restrizioni cominciano ad allentarsi, sia anche dopo,  quando forse tutto evaporerà in un ricordo.

Riconnettersi alla vita e alle relazioni portando l'arricchimento delle riflessioni che ivi nascono e dialogare con altri sui misteri e sulle meraviglie della vita tutta, condividendo insieme risposte a quel: “Dove trarre l’energia per camminare in equilibrio sulla fune della vita?” proposto da Vito Mancuso nel suo “Il bisogno di pensare”.

Bibliografia:

Vito Mancuso - “il bisogno di pensare” – Garzanti 2017

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