Essere umano, essere spirituale

Essere umano, essere spirituale

La dimensione spirituale, un aspetto imprescindibile della natura umana, è legata alla ricerca del significato profondo della vita e dell’esistenza dell’Uomo sulla Terra. Un’analisi degli insegnamenti delle grandi religioni suggerisce che, al di là delle differenze che le contraddistinguono, principi universali scorrono oltre la forma esteriore delle scritture sacre.

Le prime forme di spiritualità nascono con l’Uomo e prima della comparsa dei Sapiens. L’uomo di Neanderthal seppelliva i defunti cospargendone il corpo di ocra rossa e di fiori. Nel Neolitico, oltre ai rituali di sepoltura, l’Homo Sapiens costruisce megaliti come simbolo di unione tra terra e cielo, ponti di comunicazione tra l’umano e il divino.

La spinta innata a cercare risposte sul significato della vita e della morte trova una forma più strutturata con la nascita delle grandi religioni. Andando all’origine, a ogni fondatore, ci troviamo davanti un uomo che ha compreso verità fondamentali e prende su di sé il compito di divulgarle. Come nel mito della caverna di Platone, la persona ‘risvegliata’ torna dentro la caverna, dove stanno i compagni immersi nell’illusione, mosso dal desiderio di comunicare ciò che ha compreso. L’impresa di ‘aprire gli occhi’ ad altri esseri umani si è sempre rivelata lunga, difficile e costellata di persecuzioni. Eppure, uomini comuni, sono andati incontro alle difficoltà più estreme, hanno rinunciato alla ricchezza, arrivando anche a morire pur di continuare a dichiarare i loro insegnamenti. Da Gesù a Mosè, da Maometto al Buddha, i grandi maestri hanno lasciato una base sulla quale si sono poi sviluppate le religioni oggi diffuse in tutto il mondo.

Nel corso dei secoli la religione, a dispetto del significato etimologico del termine (re+ligare= unire insieme, legare), è stata fonte di conflitti estremi, di pregiudizi e discriminazioni. Nelle mani dei potenti di ogni tempo è divenuta un’arma per sedare gli animi delle masse, per imporre regole di comportamento e di obbedienza o per giustificare massacri. Ancora oggi, la tendenza prevalente dei credenti non è forse quella di pensare che la propria religione sia la più ‘vera’? Nei Paesi democratici la libertà di culto è sancita dalle varie Costituzioni e il rispetto della fede altrui è un valore fondamentale. Ma quanto siamo capaci di cogliere le somiglianze, piuttosto che le differenze, tra le varie dottrine?

Se ogni insegnamento religioso si pone come parola di verità, come risposta agli interrogativi umani, allora quante verità sono ‘vere’? Esistono molte ‘verità’ e ogni fondatore si è illuminato a una particolare verità o la verità è una, ma è stata, nel tempo, espressa con parole diverse? Le varie dottrine religiose sono davvero così divergenti o, al di là delle differenze, descrivono principi universali che uniscono invece di dividere?

Jeffrey Moses, per più di vent’anni, ha condotto una ricerca nei testi delle sacre scritture delle varie religioni, arrivando a identificare ben sessantaquattro principi centrali. Valori eterni e universali, condivisi da ogni religione, testimoniano che lo spirito umano è Uno e che i principi di crescita interiore sono gli stessi dai tempi di Gesù, Buddha, Maometto, Mosè o Confucio. I valori spirituali in ogni tempo e in ogni cultura sono pervasi dall’amore, il rispetto per gli altri, la compassione, la generosità e il desiderio di pace e armonia. Lo scopo è sempre il miglioramento dell’essere umano, la sua elevazione spirituale e, in ultima analisi, il miglioramento della qualità della vita.

La regola d’oro: il principio di non separazione

Induismo, Ebraismo, Taoismo, Confucianesimo, Cristianesimo, Islam, Buddismo e religione Sikh rivelano nelle proprie scritture la verità fondamentale che la separazione dell’Io dagli altri è solo un’illusione. Da qui derivano regole e comandamenti che tutti conosciamo. Ama il tuo prossimo come te stesso. Ama il tuo amico e il tuo nemico. L’Umanità è un'unica famiglia e la Terra la nostra casa. Siamo fratelli e sorelle legati da un legame spirituale indistruttibile. Comprendere profondamente questo principio, significa agire per amore degli altri, combattere la violenza, l’ingiustizia e la discriminazione non con la forza, ma con le parole della verità. Chi è davvero consapevole di questa unione spirituale tra tutti gli esseri viventi non può fare a meno di parlare contro tutto ciò che esprime il principio opposto: la dualità e la separazione. Se ti odio, odio me stesso. Se ti giudico, giudico me stesso.

Un’unica verità

Che si chiami Dio, Uno, Allah, Legge dell’Universo, Vita Cosmica o, semplicemente, Vita. La vita, l’essenza che pervade l’intero universo e che è in ogni persona e in tutti gli esseri viventi e non viventi è onnipresente, immanente e pervade tutto. Oggi più che mai, appare necessario oltrepassare il significato superficiale delle parole, abbandonare la forma e ricercare lo spirito degli insegnamenti. Superare le differenze. Il primo passo per ricostruire la famiglia umana.

Noi siamo gli artefici del nostro destino

Conoscere se stessi, un processo che non è mai compiuto, è lo strumento che gli esseri umani hanno per riconoscere i propri errori e le idee errate su se stessi, gli altri, il mondo e, in generale, la vita. Il cambiamento interiore, la rivoluzione della nostra mente e del nostro spirito richiede tempo, dedizione e un grande coraggio. In definitiva questo è il più grande atto di compassione che possiamo compiere nei confronti di noi stessi e degli altri. La pace che tutti desideriamo, sia nella vita personale che su questo pianeta, cessa di essere un’utopia quando diventiamo consapevoli della natura divina e immortale nostra e degli altri. Tutto diventa possibile. Anche amare i propri nemici, senza esserne oppressi. Come affermava Confucio “Ripaga la gentilezza con la gentilezza, e l’inimicizia con la giustizia” o, come leggiamo nelle scritture dell’Induismo, “Sottometti chi mente con la verità”. Anche i nostri affari, il nostro lavoro e le nostre relazioni migliorano quando ci impegniamo a crescere spiritualmente. Acquisiamo saggezza, forza emotiva, lucidità mentale e potere intuitivo. Proprio nelle nostre azioni e nel nostro comportamento si manifesta la crescita interiore e il superamento delle nostre paure. In definitiva un uomo si fa conoscere per le azioni che compie e non per la sua religione. Il libero arbitrio, le nostre scelte in ogni momento, ci rendono responsabili in toto della costruzione della nostra felicità o della nostra miseria. Le parole della tradizione taoista, “Colui che vince sugli altri è forte; chi vince su se stesso è potente”, fanno appello all’immenso potere del cambiamento interiore.

Siamo esseri divini e immortali

Tutte le religioni rivelano che il nostro Sé interiore esiste oltre la morte fisica. La nascita non è l’inizio e la morte non è la fine, perché la nostra esistenza è eterna. Nei testi della tradizione cristiana si legge, “Non lo sai che sei il tempio di Dio, e che lo Spirito divino alberga in te?”. Si dice che l’uomo è creato a immagine di Dio. Ma cosa significa veramente? Una rapida occhiata alla storia dell’umanità o pochi minuti di ascolto di un odierno telegiornale bastano per farci riflettere sulla realtà che l’essere umano può essere spiritualmente elevato come un angelo, ma può anche essere meschino e degradato, capace di orrori, torture e massacri.

 Allora cosa ci rende divini? Siamo gli unici esseri del pianeta capaci di riflettere, valutare le nostre azioni, apprendere, cambiare, crescere, insegnare e lasciare insegnamenti a beneficio delle generazioni future. Siamo dotati di intelligenza, creatività e consapevolezza. Abbiamo la capacità di evolverci spiritualmente come i grandi maestri e divenire una sola cosa con la stessa sorgente alla quale hanno attinto.

L’Amore è il principio unificante

In sanscrito, l’universalità divina è espressa con il termine Sat-Chit-Ananda. Il termine Sat indica l’esistenza eterna e infinita, Chit (intelligente) si riferisce all’onniscienza e la creatività e Ananda vuol dire gioia, nel senso di vera felicità, pace e amore. Non solo le grandi religioni predicano amore e fratellanza, ma anche le tradizioni spirituali dei popoli che hanno vissuto in unità con la natura, come i nativi americani. “Non fa alcuna differenza il nome di Dio, perché l’amore è il vero Dio di tutto il mondo” (Apache).

Il compito dell’essere umano nel mondo contemporaneo

In un’epoca come la nostra, in cui a prevalere è il nichilismo, la mancanza della ricerca di un significato profondo dell’esistenza, la riscoperta di una dimensione spirituale unificante appare di fondamentale importanza. Alcuni, molti, si rifugiano nelle loro convinzioni, religiose e non, nel tentativo di trovare certezze. Certezze che si esprimono con un pensiero, in ultima analisi, divisorio e separatista. Pensare che la propria religione o la propria filosofia di vita sia la sola giusta manifestazione della verità è proprio il tipo di convinzione che porta a discriminare o, al meglio, a compatire l’altro, ponendoci su un piano di superiorità. Ecco, proprio questo atteggiamento mentale, figlio dell’ansia e del bisogno di certezze, blocca la nostra evoluzione spirituale. La rivoluzione non violenta, che il XXI secolo ci richiede non può, a mio parere, prescindere dal ricercare attivamente principi universali unificanti.

Come il filosofo e poeta Marco Guzzi, per fare un esempio, ci ricorda ripetutamente “siamo sotto il dominio spietato di un’oligarchia finanziaria rigidissima e ristrettissima a livello mondiale, di cui l’Unione Europea è solo una delle manifestazioni più fedeli e intransigenti. Viviamo sotto il tallone di una delle più subdole e crudeli espressioni dell’uomo bellico, che vuole schiavizzare radicalmente tutti gli esseri umani e devastare il pianeta pur di accrescere all’infinito la propria ricchezza insanguinata. E tutto ciò viene attuato con il volto sorridente dell’apertura all’altro, della tolleranza, dei diritti individuali e della più ampia libertà. Ci viene detto in sostanza: puoi fare tutto ciò che vuoi, a condizione che non faccia niente di serio per cambiare l’ordine catastrofico delle cose.” (p.189)

Combattere questo potere è veramente difficile. Non è un totalitarismo evidente, come abbiamo sperimentato nel nostro passato storico, ma è una dittatura mascherata e nascosta, fondata sull’apparente libertà degli individui. In questo contesto, la dimensione della ricerca spirituale e del cambiamento interiore divengono l’arma di una rivoluzione pacifica. In un mondo che sembra spingere alla disumanizzazione, la risposta può e deve essere soltanto quella di diventare più umani. Questo non significa accettare l’ordine delle cose, come vuole il motto del neoliberismo There is no alternative (Non ci sono alternative), ma vuol dire risvegliarsi, unirsi e parlare con coraggio. I grandi maestri, fondatori delle religioni mondiali, e tutti i grandi che hanno agito per liberare l’umanità dalle ingiustizie, non sono stati fermi a guardare. Hanno agito e hanno parlato. Gesù di Nazareth predicava l’Amore, non la sottomissione. Di fronte ai potenti del suo tempo, religiosi e politici, denunciava la loro natura di usurpatori. Gandhi, Mandela e Martin Luther King non sono rimasti fermi e in silenzio. Hanno parlato e hanno agito. Loro vivevano in un’epoca e in contesti  in  cui non c’erano libertà di espressione e uguaglianza di diritti civili. Il compito dell’uomo odierno è ricercare la libertà che gli rimane da conquistare, quella spirituale, e il senso dell’essere un umano sulla Terra. E mentre ricerca la propria evoluzione e il proprio  miglioramento, parla in nome della verità e agisce ispirato dall’Amore e dalla giustizia.

Bibliografia

Guzzi, Marco (2020) La vita è l’opera. Una biografia, Ed. Paoline: Milano

Moses, Jeffrey (2002) Oneness. Great principles shared by all religions, Ballantine Books: New York

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