La Medicina Tradizionale Cinese e i cinque elementi

La Medicina Tradizionale Cinese e i cinque elementi

Elena Barone

 Serie Salute e benessere

La Natura è dentro e fuori di noi, in ognuno di noi e in ogni istante. Siamo un duplicato dell’universo, che passa di stagione in stagione nel naturale, infinito ciclo della vita.

Gli antichi Cinesi, come tutti i popoli che traggono forza dalla connessione con la natura, considerano la Forza Vitale dell’individuo preziosa ed essenziale alla vita e, per mantenerla fiorente, è necessario che ogni creatura vivente adotti un modo di vivere che la preservi.

L’arte scientifica dell’antica Medicina Tradizionale Cinese si basa sul principio YinYang, ma anche sui cinque Elementi: il flusso di energia avviene secondo un piano in noi e quando la pianificazione si ferma o esita per qualche motivo, insorgono dei sintomi, che indicano ciò che sta avvenendo.

Il ciclo della vita passa senza interruzione di Elemento in Elemento, in un processo di creazione continua. Un Elemento non è più importante di un altro, anzi, non esiste e non può esistere senza gli altri, fuori e dentro di noi.

Di stagione in stagione conosceremo insieme ciascuno dei cinque Elementi e questo viaggio nella Medicina Tradizionale Cinese ci servirà a entrare più in sintonia con i fenomeni della natura, fuori e dentro di noi, alla ricerca del nostro benessere.

Iniziamo con l’Elemento Legno.

 

Per i Cinesi, e per tutti i popoli che traggono vita dalla Terra, il contatto con la natura e la sua importanza sono scontati. Essi vivono negli Elementi, dipendono dal ciclo delle stagioni, sopravvivono secondo le leggi dell’universo, e venerano il flusso e i cambiamenti del mondo che li circonda. Essi osservano attentamente, imparano e sono totalmente impregnati degli Elementi. Sanno istintivamente che, così come la Natura intorno a loro attraversa i suoi naturali processi di cambiamento, allo stesso modo attraversa in loro il ciclo delle stagioni, e che ogni Elemento è presente ed essenziale alla vita. Perché non soltanto nel mondo circostante la primavera genera i teneri germogli prorompendo alla vita, ma anche al loro interno; e non solo nell’estate le cose risplendono e fioriscono, ma anche in loro, e così via in tutte le stagioni. Noi siamo le stagioni. Siamo gli Elementi. La Natura è dentro e fuori di noi, in ognuno di noi e in ogni istante. Siamo un duplicato dell’universo che passa di stagione in stagione nel naturale, infinito ciclo della vita.

 

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I Cinesi considerano la Forza Vitale dell’individuo preziosa ed essenziale alla vita e per mantenerla fiorente è necessario che ogni creatura vivente adotti un modo di vivere che la preservi.

Per aver cura di questa Energia Vitale vi è una strada che ci indica equilibrio e armonia : il TAO (un antico testo che è chiamato La Via, la strada per la “tranquillità al centro di tutte le perturbazioni”). L’integrità ricercata riguarda tutti gli aspetti della vita quotidiana: cibo, esercizio, processi di pensiero, cura della propria unità e semplicità, secondo il movimento della Natura.

Lao Tzu nell’opera Tao Te Ching ci restituisce il senso della vita come veniva sperimentato dagli antichi Cinesi, per i quali seguire il Tao era il modo di conoscere e conservare l’Energia Ch’i pura e trasparente dentro di loro, così che salute e felicità potessero abbondare. I cinesi poi, osservando l’universo, compresero che si poteva parlare di energia in modo duplice, una specie di coppia fratello-sorella che chiamarono YinYang. Questi due in realtà sono un tutt’uno, ma uno di essi può essere più presente dell’altro in alcuni momenti.

 

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L’arte scientifica dell'antica Medicina Tradizionale Cinese si basa dunque sul principio YinYang , ma anche sui cinque Elementi. Il Legno crea il Fuoco, il Fuoco crea la Terra, la Terra crea il Metallo, il Metallo crea l’Acqua, l’Acqua crea il Legno.

In Natura vediamo che il Fuoco è prodotto dal Legno che brucia, il Legno è prodotto dall’umidità e dalla pioggia che lo nutrono, il Metallo, in quanto liquido, è simile all’Acqua e, in quanto solido, origina la formazione delle montagne e dei letti, nei quali scorrono i corsi d’acqua; dalla concentrazione e dal centro della terra trae origine il Metallo, dalle ceneri del Fuoco e dalla decomposizione originata dal sole è prodotta la Terra, dalle foreste della Terra il Legno ha la sua origine per creare il Fuoco, dall’Acqua della Terra sono irrigati e traggono vita gli alberi, dal Metallo del mondo vengono i minerali che compongono l’Acqua, dalle rocce della terra sono prodotti i minerali che formano il Metallo, dai prodotti del Fuoco viene la Terra che dà la vita. Il ciclo della vita passa senza interruzione di Elemento in Elemento, in un processo di creazione continua. Un Elemento non è più importante di un altro, anzi, non esiste e non può esistere senza gli altri, fuori e dentro di noi.

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  • L’ELEMENTO LEGNO

   

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Un albero puro e semplice è l’esempio più vicino al concetto di Legno. È una creatura radicata che si estende simultaneamente verso l’esterno, verso il basso, verso l’alto e verso l’interno. È flessibile, pieghevole al vento, eppure forte e resistente, poiché contiene il flusso del suo ciclo vitale. Trae origine da un minuscolo seme e fiorisce come alberello. La sua connessione con la terra e il movimento verso il cielo sono una testimonianza del Corpo-Mente-Spirito, cioè un insieme di forze di cielo e terra nell’essere umano, il cui ciclo segna il passaggio delle stagioni.

La descrizione dell’albero vale anche per la persona. Noi siamo gli Elementi, quindi anche l’Elemento Legno. Quando l’essere umano sta fiorendo, proprio come un albero, l’Energia vitale Ch’i è sana e limpida, ma quando l’essere umano non è ben radicato o poco flessibile, potrebbe manifestarsi come mancanza di equilibrio, facilità nel cadere, sensazione di sentirsi scollegati dalla terra, storditi, nel sentirsi facilmente confusi, sradicati. Quando l’albero umano smette di crescere, possono comparire l’artrite (come forma di paralisi),  l’ottundimento dei pensieri e delle emozioni, e incubi in cui ci si sente in trappola. Se l’albero non riceve abbastanza luce o nutrimento il tronco può perdere vitalità e forza, e possono quindi comparire problemi alla colonna vertebrale, difficoltà nelle articolazioni degli arti e nella flessibilità dei movimenti.

All’Elemento Legno corrisponde la stagione della Primavera, tempo di rinascita, il potere di giungere alla vita. Ci sono persone che sentono che in loro è tutto finito, morto. Sono senza scintilla, nessun interesse alla vita, la primavera sta chiedendo di venire alla luce, altrimenti moriranno. Nella stagione della primavera si piantano i semi per il raccolto autunnale anche in noi stessi, se i semi della salute non vengono piantati con la cura, nella stagione adeguata, l’albero, ma anche la persona, non crescerà rigoglioso.

All’Elemento Legno corrisponde l’organo del Fegato. Ma per i Cinesi l’organo non è soltanto fisico, assume un significato molto più ampio rispetto a quello della mentalità occidentale.

Il flusso di energia avviene secondo un piano in noi, e quando la pianificazione si ferma o esita per qualche motivo, insorgono dei sintomi che indicano ciò che sta avvenendo. Nel caso del fegato a esempio può insorgere un’emicrania, come blocco della mente che impedisce di pensare di fare piani.

L’organo partner del Fegato è la Vescicola Biliare, la cui funzione è prendere decisioni, per questo lavora insieme al pianificatore (il Fegato). Un blocco nella decisionalità, indica un problema sulla Vescicola Biliare. Lo stato di salute dell’essere umano comporta l’essere in grado di sentire ed esprimere tutte le cinque Emozioni legate agli Elementi, a seconda dell’occasione che si sta vivendo, ogni malattia è legata a uno squilibrio di energia che è legato a un’emozione…

L’emozione corrispondente all’elemento Legno è la rabbia. Una persona con uno squilibrio nel Legno manifesterà una certa rabbia, oppure una mancanza di rabbia. L’eccesso fa male sia al fegato che alla cistifellea e si potrebbe manifestare come sensazione di essere nei guai, incapacità di sfuggire alla rabbia,  l’essere continuamente irritabili, sempre in urto con gli altri, sempre in lite con qualcuno, oppure arrabbiati con se stessi senza motivo apparente, oppure ancora, essere incapaci di esprimere rabbia o sentimenti di frustrazione e conflitto interiore.

Anche il tono di voce sarà sottilmente penetrante, a volte aggressivo, e anche questo è un sintomo col quale il corpo ci chiede aiuto!

Le parti del corpo governate dal Legno sono legamenti e tendini e la disfunzione si esprime con estrema stanchezza muscolare. Anche tutte le disfunzioni degli occhi sono riconducibili a questo elemento, infatti l’organo della vista è collegato alle funzioni di pianificazione e decisione: occorre una certa capacità visiva per far piani e decidere. Inoltre la secrezione fluida connessa al Legno sono le lacrime: gli occhi integrano l’esterno con l’interno di un essere umano e hanno bisogno di essere limpidi, devono brillare di percezione.

Anche unghie di mani e piedi possono raccontarci qualcosa dello stato del Fegato: striature, arrossamenti, macchie, sfaldamenti e ondulazioni che riguardano l’energia del Legno.

La capacità di controllo è la cartina tornasole dello stato di equilibrio dell’Elemento Legno: evidentemente le funzioni di pianificazione, giudizio e decisione sono in equilibrio, mentre mancanza di coordinazione, senso di panico e debolezza sono indicativi del contrario.

La medicina cinese ci dice anche che il clima connesso al Legno è il vento. In particolare il vento orientale che soffia spesso in primavera, una forza esterna che, se subita in eccesso o con un’esposizione diretta e prolungata, può causare disturbi alla gola e al collo.

È possibile capire quale costituzione ci caratterizza prevalentemente osservando le caratteristiche fisiche che ognuno di noi presenta. Ecco alcune indicazioni per capire se si appartiene alla costituzione Legno:

  • Persona longilinea e tendenzialmente magra.
  • Arti lunghi, dita lunghe, gambe e braccia lunghe.
  • Massa muscolare definita, ma non eccessiva (non la sviluppa con facilità).
  • Arti lunghi e tendenza a problemi osteoarticolari.
  • Tendenza a muscolatura rigida, non flessibile.
  • Carattere determinato, raggiunge gli obiettivi prefissati.
  • Tendenza a scatti di nervosismo.
  • Difficoltà a controllare la rabbia nelle reazioni.
  • Colore dell’iride marrone chiaro o verde.
  • Capacità di trascinare gli altri, di guidare.

Per chi si ritrova in queste caratteristiche, ecco come prendersi cura della propria costituzione. L’organo fegato è sempre da salvaguardare. È consigliato, a periodi alterni, l’utilizzo di estratti fitoterapici, che aiutano l’azione del fegato come il cardo mariano, il tarassaco. Per aiutarlo nella sua azione quotidiana si può aggiungere nelle ricette la curcuma, ottima spezia.

La costituzione Legno tende a soffrire di nervosismo o tensione muscolare: l’olio essenziale per eccellenza è quello di lavanda, che aiuta a rilassare le tensioni nervose. Come usarlo? Massaggiare una goccia sulle tempie, che allevia la tensione e aiuta i pensieri a dissiparsi.

A livello fisico, la costituzione Legno ha bisogno di tenere distesi i muscoli, quindi stretching e yoga sono le attività maggiormente consigliate, perché vanno a contrastare la tendenza alla rigidità.

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