La miglior difesa

La miglior difesa

Il colore delle regioni italiane sta cambiando velocemente da arancione a rosso. Si torna al lockdown. Difendersi dal virus significa non mettere alla prova il nostro sistema immunitario. Il rischio è lasciare che la paura e la tristezza facciano da padrone, esaurendo le nostre difese. Ricercare attivamente stati emotivi positivi ci rende più forti e meno a rischio.

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Alessandra Chelucci, Psicoterapeuta

 

Sabato 14 novembre 2020

 Ho ripreso in mano il libro di Sun Tzu, L’arte della guerra. Mentre lo sfogliavo, mi sono imbattuta in questa frase:

“L’invincibilità sta nella difesa, la vulnerabilità sta nell’attacco.” (p.16)

Nell’immaginario comune, spesso siamo portati  a pensare a chi sta in una posizione di difesa come più debole, considerando chi si lancia all’attacco come più forte. In realtà, non è tanto il tipo di azione che ci fornisce il grado di forza di una persona, bensì quale stato emotivo sta alla base del suo comportamento.

Una posizione di difesa, se non nasce dalla paura, può rivelarsi la migliore strategia per affrontare una battaglia.  Un attacco poco strategico, comandato dalla paura, non è più un’azione, ma piuttosto una re-azione che ci espone a un maggior rischio di sconfitta.

Come ci può aiutare il saggio Sun Tzu ad affrontare la battaglia davanti a noi?

Cosa vuol dire ‘difendersi’ adesso che il territorio della nostra penisola sta diventando ‘zona rossa’?

Non vi parlerò di alimentazione per rafforzare il sistema immunitario, perché quello non è il mio campo. Vi parlerò invece di emozioni e di stati emotivi.

Indossare la mascherina, igienizzarsi le mani e rispettare il distanziamento sono misure di precauzione sulle quali non mi permetto di commentare. Mi permetto invece di dire che, in questo momento, il pericolo maggiore risiede nel nutrire stati emotivi ‘bassi’, come la paura e la tristezza. Sono proprio le nostre emozioni a influenzare in maniera determinante il sistema immunitario.

La paura e l’ansia che ne deriva, per non parlare del suo possibile sfociare nel panico, hanno l’effetto di aumentare il cosiddetto ‘ormone dello stress’, il cortisolo. Insieme al cortisolo aumentano anche adrenalina e noradrenalina per preparare l’organismo ad affrontare una situazione che richiede maggior allerta e prontezza. In breve, quando si percepisce un pericolo. Superato questo ‘pericolo’, l’organismo torna in omeostasi, cioè in equilibrio.

Cosa accade quando la fonte di stress è prolungata nel tempo?

Dopo una fase di resistenza, le ghiandole surrenali, addette alla produzione di cortisolo, non riescono più a secernere la quantità richiesta dall’organismo. Il risultato di questo esaurimento è il malessere sia fisico che psichico. Un organismo provato è un organismo più vulnerabile alla malattia. Qualsiasi malattia, non solo il Coronavirus.

Quando la minaccia da cui difendersi è invisibile, non controllabile, e prolungata nel tempo la situazione peggiora ulteriormente. Il rischio è andare incontro alla condizione conosciuta come ‘learned helplessness’ o ‘impotenza appresa’, uno stato psicologico di esaurimento delle energie fisiche e mentali di tipo depressivo.

Credo che curare il proprio stato emotivo sia di importanza fondamentale per far fronte alla pandemia e alle misure restrittive imposte. Curare, in questo caso, significa elevare. Cercare attivamente stati emotivi positivi. Basta, quindi, con i bollettini di guerra e le notizie del terrore! Questo è il primo step.

Il secondo passo è creare le condizioni in cui l’organismo possa ritrovare uno stato di rilassamento benefico, che favorisca il ristabilirsi dell’equilibrio. Un metodo efficace è la meditazione. Si possono usare musiche rilassanti o meditazioni guidate. Una, a mio parere, molto efficace e che consiglio ai miei pazienti è la meditazione di guarigione di Brian Weiss, che si può trovare anche in lingua italiana su youtube. Ma qualsiasi metodo che risulti efficace per voi, va benissimo.

Il terzo consiglio è scegliere quei comportamenti che aumentano il senso di benessere e quindi ci nutrono di sensazioni ed emozioni positive: fare esercizio fisico, leggere libri di nostro gradimento e ascoltare la nostra musica preferita, sperimentare nuove ricette in cucina o abbellire l’ambiente in cui viviamo.

Sono solo esempi e suggerimenti. L’importante è cercare e trovare ciò che funziona per noi.

La vera difesa consiste in un comportamento attivo e nel coltivare uno stato psico-emotivo positivo che ci restituisca potere.

In altre parole, la difesa è azione.

Bibliografia

Sun Tzu  L’arte della guerra, Ed. Oscar Mondadori: Milano

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