Ma la natura ha le orecchie?

Ma la natura ha le orecchie?

I momenti più vicini al buio più nero sono quelli in cui possiamo far emergere una nuova consapevolezza. Il cambiamento è già nell’aria. Riuscire a cogliere questa sfida farà di noi i pionieri di un nuovo umanesimo.

 

È dal 20 agosto 2018 che Greta Thunberg, una ragazzina svedese di 15 anni, sta prendendo una posizione attiva nella società, denunciando e protestando contro l’establishment politico/economico che non cede, neppure di fronte alle dichiarazioni degli scienziati, all’adozione di un programma di serio cambiamento delle emissioni di anidride carbonica, allo scopo di creare una controtendenza, che impedisca la distruzione ormai prossima del nostro pianeta.

Una ragazzina contro i “grandi della terra”: siamo arrivati a questo. La coscienza collettiva dell’umanità è talmente addormentata, da non accorgersi che la casa in cui abita sta bruciando,

proprio come il titolo del libro che Greta ha scritto in collaborazione con la madre: “La nostra casa è in fiamme”.

Curioso notare come, più di duemila anni fa, anche il Buddha inserì nel Sutra del Loto la “parabola dei tre carri e della casa che brucia”. In questa parabola si narra come un giorno scoppi all’improvviso un incendio all’interno di una dimora nella quale, dei bambini assorti nei loro giochi, non si accorgono delle fiamme, ignorando le grida di allarme che il padre dall’esterno invia loro.

Inutile spiegare che il padre rappresenta il Buddha che appare in questo mondo per salvare le persone, mentre i bambini altro non sono che gli esseri viventi, intrappolati nei loro piaceri mondani e che non si accorgono di ciò che sta accadendo.

E non voglio neppure pensare che ai nostri giorni ci sia qualcuno in attesa di un salvatore a cui affidare il proprio consenso, in cambio di una terra promessa: c’è già stato, nobile il suo pensiero e il suo sacrificio, ma le stesse masse che lo avevano osannato, lo hanno poi condannato e del suo altruistico e salvifico pensiero oggi ne sono rimaste solo le scritture.

Una volta per tutte dobbiamo dire, a chiara voce, che i “salvatori” di questa imminente catastrofe siamo solamente noi.

Certo, molti penseranno che questa è una strada più difficile da percorrere. Prendere posizione, decidere se stare dalla parte di un potere istituzionalizzato, che “speriamo” provveda a cambiare le cose, oppure dalla parte della minoranza, di un coro che alza la voce quando qualcosa non torna, è cosa che richiede coraggio.

Si, è proprio così, i conti non tornano!

E a farci ragionare o riflettere sull’argomento ci ha proprio pensato questa pandemia e le misure che sono state adottate, per porre rimedio a questo male.

Non di meno possiamo ignorare che ci sia una correlazione tra inquinamento atmosferico e diffusione di questo virus. Anche se la questione è ancora controversa, esperti e ricercatori di medicina ambientale “evidenziano una relazione tra la presenza di un particolato atmosferico nell’aria e la diffusione del Corona Virus in determinate aree del Paese” (La Repubblica, 22 marzo 2020)

Cito le parole che Greta ha rivolto ai grandi statisti nei vari incontri a livello mondiale cui ha partecipato: “Come osate? Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote ... la gente soffre … interi ecosistemi stanno collassando e tutto ciò di cui potete discutere sono i soldi ... voi avete finito le scuse … il vero potere appartiene al popolo”.

E su quest’ultima frase mi vorrei soffermare, ora che ci ha pensato la natura, che ha orecchie lunghe e sottili a fermarci tutti.

Che ci piaccia o no, è solamente ciascuno di noi che può decidere come sarà il futuro.

Senza nulla togliere al suo valore, non sarà certamente Greta Thunberg e altri personaggi illustri che l’hanno preceduta, a tirarci fuori dagli impicci. Lei potrà darci delle indicazioni, potrà con il suo esempio risvegliarci dalla nostra apatia, dal nostro senso di inadeguatezza, dalla nostra riluttanza all’uscire allo scoperto, a metterci la faccia; ma ora siamo noi, il popolo, a doversi alzare per rivendicare la dignità di vivere una vita in cui poter essere protagonisti per il nostro e l’altrui bene.

L’articolo 2 della COSTITUZIONE ITALIANA riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, ossia le posizioni giuridiche della persona considerate essenziali, in quanto insite nella natura umana. Tali diritti sono connaturati alla persona, per cui preesistono allo Stato, che non li concede, ma li riconosce e si impegna ad assicurarne un’efficace protezione.

Dunque, anche la Costituzione è dalla nostra parte. Non aspettiamo altro tempo.

NOTE

[1] “La nostra casa è in fiamme” di Svante Thunberg, Beata Ernman e Malena Ernman – Ed. Mondadori

[2] “The stories of Lothus Sutra by Gene Reeves” Ed. WisdomPubblication

[3] La Repubblica, 22 marzo 2020

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